
La decisione della Cina di concedere ai lavoratori nove giorni consecutivi di ferie per il Festival di Primavera 2026 (dal 7 al 15 febbraio) sta rivoluzionando la domanda globale di voli e hotel. I dati di una piattaforma turistica condivisi con il Global Times mostrano un aumento delle ricerche di posti aerei superiore al 60% rispetto al 2025, con Bangkok, Phuket e Chiang Mai che superano ora Tokyo e Osaka nelle preferenze. Il tracker di aviazione Flight Master stima che le partenze verso la Thailandia durante il periodo di viaggio “Chunyun” di 40 giorni cresceranno del 48% su base annua, mentre le prenotazioni per il Giappone sono crollate del 43,7% dopo mesi di tensioni diplomatiche legate a Taiwan.
Le compagnie aeree cinesi si stanno affrettando a cogliere l’opportunità. Solo China Eastern opererà 2.800 voli internazionali extra, aprendo nuove rotte come Shanghai–Phu Quoc e Hefei–Kuala Lumpur, e ripristinando collegamenti sospesi con Phuket e Bangkok. L’Amministrazione dell’Aviazione Civile della Cina (CAAC) prevede un record di 95 milioni di passeggeri aerei durante il Chunyun, con un aumento del 5,3% rispetto al 2025, nonostante già livelli elevati.
Per i responsabili della mobilità aziendale le implicazioni sono chiare: ottenere posti in classe premium per il Sud-est asiatico sarà molto più difficile (e costoso) rispetto agli anni precedenti, mentre la capacità verso il Giappone potrebbe essere offerta a prezzi scontati. Gli operatori alberghieri di Phuket e Pattaya segnalano che le tariffe medie giornaliere per la settimana festiva sono già superiori del 30-40% rispetto al 2025. Al contrario, le catene alberghiere di Tokyo propongono promozioni rivolte ai viaggiatori cinesi, che includono trasferimenti aeroportuali e rimborsi tramite WeChat Pay.
I consulenti di viaggio raccomandano alle multinazionali di anticipare i viaggi del personale critico a fine gennaio o di posticiparli a fine febbraio, ricordando ai dipendenti che i titolari di passaporto cinese possono entrare senza visto in Thailandia (30 giorni) e Malesia (30 giorni) grazie agli accordi bilaterali esistenti. Segnalano inoltre che il transito senza visto di 240 ore (10 giorni) attraverso 65 porti cinesi consente ai colleghi stranieri di aggiungere tappe in Cina senza ulteriori pratiche burocratiche.
Le compagnie aeree cinesi si stanno affrettando a cogliere l’opportunità. Solo China Eastern opererà 2.800 voli internazionali extra, aprendo nuove rotte come Shanghai–Phu Quoc e Hefei–Kuala Lumpur, e ripristinando collegamenti sospesi con Phuket e Bangkok. L’Amministrazione dell’Aviazione Civile della Cina (CAAC) prevede un record di 95 milioni di passeggeri aerei durante il Chunyun, con un aumento del 5,3% rispetto al 2025, nonostante già livelli elevati.
Per i responsabili della mobilità aziendale le implicazioni sono chiare: ottenere posti in classe premium per il Sud-est asiatico sarà molto più difficile (e costoso) rispetto agli anni precedenti, mentre la capacità verso il Giappone potrebbe essere offerta a prezzi scontati. Gli operatori alberghieri di Phuket e Pattaya segnalano che le tariffe medie giornaliere per la settimana festiva sono già superiori del 30-40% rispetto al 2025. Al contrario, le catene alberghiere di Tokyo propongono promozioni rivolte ai viaggiatori cinesi, che includono trasferimenti aeroportuali e rimborsi tramite WeChat Pay.
I consulenti di viaggio raccomandano alle multinazionali di anticipare i viaggi del personale critico a fine gennaio o di posticiparli a fine febbraio, ricordando ai dipendenti che i titolari di passaporto cinese possono entrare senza visto in Thailandia (30 giorni) e Malesia (30 giorni) grazie agli accordi bilaterali esistenti. Segnalano inoltre che il transito senza visto di 240 ore (10 giorni) attraverso 65 porti cinesi consente ai colleghi stranieri di aggiungere tappe in Cina senza ulteriori pratiche burocratiche.
Fonte: Global Times
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