
In un’importante iniziativa per rilanciare il turismo inbound e posizionare l’India come una destinazione integrata e tecnologicamente avanzata, il Ministero del Turismo ha annunciato il 30 gennaio 2026 che il servizio di e-Tourist Visa (eTV) è ora esteso a viaggiatori provenienti da altri 166 paesi, portando il totale a 221 paesi idonei.
Il programma eTV, lanciato per la prima volta nel 2014, consente ai cittadini stranieri di richiedere, pagare e ricevere l’approvazione del visto elettronico interamente online per soggiorni brevi fino a 30 giorni (estendibili a 90 giorni per conferenze di lavoro). Con questa espansione, il Governo punta a raggiungere l’obiettivo “Visit India 2030” di 30 milioni di arrivi turistici stranieri all’anno, il doppio del picco pre-pandemia.
Secondo i funzionari, l’ampliamento ha privilegiato mercati che generano traffico business e MICE (Meeting, Incentivi, Conferenze, Esposizioni) di alto valore verso l’India. Tra le nuove aggiunte figurano paesi scandinavi, diverse economie africane in crescita e partner strategici dell’America Latina.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, questa novità elimina la necessità di presentare documenti di persona presso i consolati indiani, riduce i tempi di elaborazione da settimane a soli 48 ore e diminuisce i rischi di conformità grazie all’integrazione della verifica passaporti in tempo reale con le liste di controllo INTERPOL.
Tuttavia, le aziende sono invitate ad aggiornare subito le proprie politiche di viaggio: gli e-visa sono validi solo in 28 aeroporti e 5 porti marittimi designati, mentre i viaggiatori che arrivano via terra devono ancora ottenere un visto tradizionale adesivo in anticipo. Le associazioni di settore stanno facendo pressione per l’accettazione dei visti elettronici anche ai confini terrestri, in vista dei Giochi del Sud Asia 2027 che si terranno in India.
Il programma eTV, lanciato per la prima volta nel 2014, consente ai cittadini stranieri di richiedere, pagare e ricevere l’approvazione del visto elettronico interamente online per soggiorni brevi fino a 30 giorni (estendibili a 90 giorni per conferenze di lavoro). Con questa espansione, il Governo punta a raggiungere l’obiettivo “Visit India 2030” di 30 milioni di arrivi turistici stranieri all’anno, il doppio del picco pre-pandemia.
Secondo i funzionari, l’ampliamento ha privilegiato mercati che generano traffico business e MICE (Meeting, Incentivi, Conferenze, Esposizioni) di alto valore verso l’India. Tra le nuove aggiunte figurano paesi scandinavi, diverse economie africane in crescita e partner strategici dell’America Latina.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, questa novità elimina la necessità di presentare documenti di persona presso i consolati indiani, riduce i tempi di elaborazione da settimane a soli 48 ore e diminuisce i rischi di conformità grazie all’integrazione della verifica passaporti in tempo reale con le liste di controllo INTERPOL.
Tuttavia, le aziende sono invitate ad aggiornare subito le proprie politiche di viaggio: gli e-visa sono validi solo in 28 aeroporti e 5 porti marittimi designati, mentre i viaggiatori che arrivano via terra devono ancora ottenere un visto tradizionale adesivo in anticipo. Le associazioni di settore stanno facendo pressione per l’accettazione dei visti elettronici anche ai confini terrestri, in vista dei Giochi del Sud Asia 2027 che si terranno in India.
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