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FPÖ chiede al Ministro dell’Interno di revocare l’asilo ai siriani dopo la caduta di Assad

feb 2, 2026
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FPÖ chiede al Ministro dell’Interno di revocare l’asilo ai siriani dopo la caduta di Assad
Il partito di estrema destra austriaco Freiheitliche Partei Österreichs (FPÖ) ha intensificato la pressione sul Ministro dell’Interno Gerhard Karner il 1° febbraio 2026, accusandolo di “stallo e promesse vuote” per non aver riesaminato migliaia di concessioni di protezione ai siriani. In un comunicato stampa durissimo, il deputato FPÖ Harald Schuh ha citato dati ministeriali secondo cui nel 2025 2.500 siriani hanno ottenuto asilo mentre solo 120 sono stati rimpatriati, nonostante quella che il partito definisce una “situazione del paese cambiata” dopo il crollo del regime di Assad nel dicembre 2024.

L’FPÖ sostiene che, con la presunta rimozione del motivo originario di persecuzione, l’Austria ha il diritto legale, ai sensi dell’articolo 1C(5) della Convenzione di Ginevra, di rivedere lo status e revocare la protezione laddove sussistano condizioni di rientro sicuro. Il partito chiede al governo di sospendere tutte le emissioni di permessi di lavoro e visti per ricongiungimenti familiari per i siriani fino al completamento di una revisione approfondita.

FPÖ chiede al Ministro dell’Interno di revocare l’asilo ai siriani dopo la caduta di Assad


Il Ministro dell’Interno Karner (ÖVP) ha finora difeso un approccio più prudente, sottolineando che la situazione di sicurezza in Siria resta instabile e che vaste aree del paese sono controllate da attori non statali. Anche gli esperti legali dell’Università di Vienna osservano che la giurisprudenza UE richiede una valutazione individuale del rischio; un cambio di regime da solo non basta per revocare lo status in massa.

Per i datori di lavoro, questa disputa politica solleva questioni pratiche. I cittadini siriani titolari di Red-White-Red Card o Blue Card potrebbero affrontare controlli più lunghi o ritardi nel rinnovo se il ministero destina risorse alla revisione delle domande di asilo. Le aziende con assegnati siriani potrebbero quindi dover prevedere budget per viaggi di emergenza e valutare soluzioni temporanee come i permessi ICT intra-UE.

Il dibattito mette in luce la tensione più ampia all’interno della coalizione austriaca a tre partiti. Mentre il centro-sinistra SPÖ e i liberali NEOS vedono la migrazione qualificata come una necessità economica, l’FPÖ considera ogni forma di legalizzazione un fattore di attrazione per arrivi irregolari. Con le elezioni previste per l’autunno 2026, la politica sull’asilo resterà probabilmente un tema caldo e una fonte di incertezza amministrativa per i team di mobilità globale.
Fonte: Austria Presse Agentur / OTS press release

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