
Parallelamente alla Strategia per i Visti, il 29 gennaio 2026 la Commissione Europea ha presentato una più ampia Strategia Europea per la Gestione dell’Asilo e della Migrazione. Illustrata in tedesco dalla rappresentanza della Commissione a Vienna, questa roadmap definisce le priorità politiche fino al 2031 e guiderà il lavoro legislativo sul tanto atteso Patto su Migrazione e Asilo e sul rinnovato Codice delle Frontiere di Schengen.
Per l’Austria — uno dei soli due Paesi Schengen che ancora mantengono controlli interni alle frontiere con tre Stati confinanti — il piano è politicamente delicato. Magnus Brunner, Commissario UE per gli Affari Interni e austriaco, ha dichiarato che l’obiettivo è mantenere “permanentemente bassi” gli arrivi irregolari, sfruttando al contempo la migrazione legale per colmare le lacune di competenze. Le organizzazioni dei partner sociali di Vienna hanno subito chiesto una rapida trasposizione, affinché l’Austria possa eliminare gradualmente i costosi controlli temporanei al Brennero e lungo il confine ungherese.
Le misure chiave prevedono un potenziamento dei fondi UE per le infrastrutture di accoglienza, uno screening obbligatorio e procedure accelerate di rimpatrio alle frontiere esterne, oltre a una raccomandazione per attrarre talenti, volta a facilitare i permessi di ricerca e start-up di lunga durata. Quest’ultima misura si integra con il piano austriaco di digitalizzare le domande per la Carta Rot-Weiß-Rot.
I responsabili delle relocation aziendali dovrebbero notare che la Commissione intende che gli Stati membri garantiscano la presentazione elettronica delle domande per visti di lunga durata entro il 2028 e un riconoscimento più rapido delle qualifiche. Le multinazionali con sedi regionali a Vienna potrebbero quindi beneficiare di una mobilità intra-UE più veloce per i loro manager non appartenenti all’UE.
Il dibattito parlamentare in Austria è previsto per febbraio, quando i partiti esamineranno gli obblighi di condivisione degli oneri. La federazione dei datori di lavoro WKÖ ha già sollecitato il governo a concentrarsi sul capitolo dedicato all’attrazione di talenti, avvertendo che solo il settore IT austriaco rischia una carenza di 24.000 specialisti entro il 2027.
Per l’Austria — uno dei soli due Paesi Schengen che ancora mantengono controlli interni alle frontiere con tre Stati confinanti — il piano è politicamente delicato. Magnus Brunner, Commissario UE per gli Affari Interni e austriaco, ha dichiarato che l’obiettivo è mantenere “permanentemente bassi” gli arrivi irregolari, sfruttando al contempo la migrazione legale per colmare le lacune di competenze. Le organizzazioni dei partner sociali di Vienna hanno subito chiesto una rapida trasposizione, affinché l’Austria possa eliminare gradualmente i costosi controlli temporanei al Brennero e lungo il confine ungherese.
Le misure chiave prevedono un potenziamento dei fondi UE per le infrastrutture di accoglienza, uno screening obbligatorio e procedure accelerate di rimpatrio alle frontiere esterne, oltre a una raccomandazione per attrarre talenti, volta a facilitare i permessi di ricerca e start-up di lunga durata. Quest’ultima misura si integra con il piano austriaco di digitalizzare le domande per la Carta Rot-Weiß-Rot.
I responsabili delle relocation aziendali dovrebbero notare che la Commissione intende che gli Stati membri garantiscano la presentazione elettronica delle domande per visti di lunga durata entro il 2028 e un riconoscimento più rapido delle qualifiche. Le multinazionali con sedi regionali a Vienna potrebbero quindi beneficiare di una mobilità intra-UE più veloce per i loro manager non appartenenti all’UE.
Il dibattito parlamentare in Austria è previsto per febbraio, quando i partiti esamineranno gli obblighi di condivisione degli oneri. La federazione dei datori di lavoro WKÖ ha già sollecitato il governo a concentrarsi sul capitolo dedicato all’attrazione di talenti, avvertendo che solo il settore IT austriaco rischia una carenza di 24.000 specialisti entro il 2027.
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