
I visitatori d’affari e di piacere diretti in Austria – così come negli altri 28 Paesi membri dello Spazio Schengen – dovranno presto considerare una voce in più nel loro budget di viaggio. Secondo un rapporto pubblicato il 4 febbraio 2026, la Commissione Europea ha fissato a 20 € (circa 17 £) il costo del prossimo Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione per i Viaggi (ETIAS).
ETIAS non è un visto, ma un’autorizzazione elettronica obbligatoria per i cittadini di 59 Paesi attualmente esenti da visto, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Canada. I richiedenti dovranno compilare un breve modulo online (dati del passaporto, storico dei viaggi, domande di sicurezza) e, nella maggior parte dei casi, riceveranno l’approvazione in pochi minuti. L’autorizzazione sarà valida per tre anni – o fino alla scadenza del passaporto – e le compagnie di trasporto dovranno verificarla prima dell’imbarco.
Per i settori del turismo e dell’export austriaci, la tariffa è modesta ma strategicamente rilevante. Prima della pandemia, oltre 3 milioni di visitatori britannici e americani entravano ogni anno in Austria, generando circa 2 miliardi di euro di spesa diretta. L’associazione di categoria ÖHV avverte che anche un lieve calo degli arrivi – dovuto a viaggiatori sensibili ai costi che rinunciano a “un’ulteriore tassa” – potrebbe ridurre l’occupazione alberghiera fuori dai mesi di punta dello sci. Le compagnie aeree stanno già preparando avvisi online e pop-up sui siti di prenotazione per ricordare ai passeggeri di richiedere ETIAS durante il processo, evitando così rallentamenti ai banchi del check-in quando il sistema diventerà obbligatorio.
Dal punto di vista della sicurezza, le autorità di frontiera austriache accolgono ETIAS come un filtro aggiuntivo che incrocia i dati dei viaggiatori con le banche dati di Interpol, Europol e del Sistema d’Informazione Schengen prima ancora che il passeggero arrivi a Vienna o Salisburgo. Il Ministero dell’Interno ha dichiarato ai media locali di prevedere che una “percentuale a una cifra” di domande – quelle che attivano segnalazioni o richiedono una revisione manuale – possa richiedere fino a 30 giorni, un fattore da considerare nella pianificazione last minute dei viaggi di lavoro.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero aggiornare subito i flussi di approvazione pre-viaggio. La prassi migliore sarà simile a quella dell’ESTA per gli Stati Uniti: richiedere ai dipendenti di ottenere ETIAS prima di prenotare voli o alloggi non rimborsabili. Le società di gestione viaggi consigliano inoltre alle multinazionali di caricare in anticipo i dati dei passaporti dei viaggiatori frequenti nei loro sistemi di prenotazione, così da attivare promemoria automatici. Non ottenere ETIAS in anticipo potrebbe comportare il rifiuto dell’imbarco o, peggio, l’ingresso negato all’arrivo – un potenziale inadempimento degli obblighi di tutela del personale.
Sebbene la tariffa di 20 € entrerà in vigore solo con il lancio ufficiale di ETIAS a fine 2026, gli aeroporti austriaci opereranno un periodo di prova di sei mesi in cui l’autorizzazione sarà consigliata ma non obbligatoria. Il Ministero dell’Interno prevede una campagna informativa in tedesco e inglese per ridurre le confusioni alle frontiere. Con il Regno Unito che introdurrà parallelamente la propria Electronic Travel Authorisation (ETA), i team di mobilità globale devono prepararsi a un’era permanente di controlli pre-viaggio reciproci e comunicare questa nuova normalità a espatriati e viaggiatori frequenti.
ETIAS non è un visto, ma un’autorizzazione elettronica obbligatoria per i cittadini di 59 Paesi attualmente esenti da visto, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Canada. I richiedenti dovranno compilare un breve modulo online (dati del passaporto, storico dei viaggi, domande di sicurezza) e, nella maggior parte dei casi, riceveranno l’approvazione in pochi minuti. L’autorizzazione sarà valida per tre anni – o fino alla scadenza del passaporto – e le compagnie di trasporto dovranno verificarla prima dell’imbarco.
Per i settori del turismo e dell’export austriaci, la tariffa è modesta ma strategicamente rilevante. Prima della pandemia, oltre 3 milioni di visitatori britannici e americani entravano ogni anno in Austria, generando circa 2 miliardi di euro di spesa diretta. L’associazione di categoria ÖHV avverte che anche un lieve calo degli arrivi – dovuto a viaggiatori sensibili ai costi che rinunciano a “un’ulteriore tassa” – potrebbe ridurre l’occupazione alberghiera fuori dai mesi di punta dello sci. Le compagnie aeree stanno già preparando avvisi online e pop-up sui siti di prenotazione per ricordare ai passeggeri di richiedere ETIAS durante il processo, evitando così rallentamenti ai banchi del check-in quando il sistema diventerà obbligatorio.
Dal punto di vista della sicurezza, le autorità di frontiera austriache accolgono ETIAS come un filtro aggiuntivo che incrocia i dati dei viaggiatori con le banche dati di Interpol, Europol e del Sistema d’Informazione Schengen prima ancora che il passeggero arrivi a Vienna o Salisburgo. Il Ministero dell’Interno ha dichiarato ai media locali di prevedere che una “percentuale a una cifra” di domande – quelle che attivano segnalazioni o richiedono una revisione manuale – possa richiedere fino a 30 giorni, un fattore da considerare nella pianificazione last minute dei viaggi di lavoro.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero aggiornare subito i flussi di approvazione pre-viaggio. La prassi migliore sarà simile a quella dell’ESTA per gli Stati Uniti: richiedere ai dipendenti di ottenere ETIAS prima di prenotare voli o alloggi non rimborsabili. Le società di gestione viaggi consigliano inoltre alle multinazionali di caricare in anticipo i dati dei passaporti dei viaggiatori frequenti nei loro sistemi di prenotazione, così da attivare promemoria automatici. Non ottenere ETIAS in anticipo potrebbe comportare il rifiuto dell’imbarco o, peggio, l’ingresso negato all’arrivo – un potenziale inadempimento degli obblighi di tutela del personale.
Sebbene la tariffa di 20 € entrerà in vigore solo con il lancio ufficiale di ETIAS a fine 2026, gli aeroporti austriaci opereranno un periodo di prova di sei mesi in cui l’autorizzazione sarà consigliata ma non obbligatoria. Il Ministero dell’Interno prevede una campagna informativa in tedesco e inglese per ridurre le confusioni alle frontiere. Con il Regno Unito che introdurrà parallelamente la propria Electronic Travel Authorisation (ETA), i team di mobilità globale devono prepararsi a un’era permanente di controlli pre-viaggio reciproci e comunicare questa nuova normalità a espatriati e viaggiatori frequenti.
Fonte: The Times (UK)
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