
Nuove statistiche pubblicate il 10 febbraio mostrano quanto l’invasione russa dell’Ucraina abbia ridisegnato la mappa demografica della Repubblica Ceca. Secondo il Ministero dell’Interno, alla fine del 2025 il paese ospitava 1,13 milioni di stranieri residenti legalmente, pari al 10,4% della popolazione totale, un record storico. Gli ucraini rappresentano 613.000 di questi, ovvero uno su diciotto abitanti della Repubblica Ceca è oggi cittadino ucraino. (eadaily.com)
La maggior parte è arrivata grazie al regime speciale di “protezione temporanea”, noto come Lex Ucraina, che garantisce accesso all’assicurazione sanitaria, al mercato del lavoro e alle scuole pubbliche. Al 31 dicembre 2025, più di 393.000 persone godevano ancora di questo status. Il Ministero dell’Interno attribuisce la crescita netta della popolazione straniera di 37.000 unità nel 2025 quasi interamente ai flussi continui dall’Ucraina, nonostante un rallentamento degli arrivi rispetto al biennio 2022-23.
La concentrazione più evidente si registra a Praga, dove le autorità cittadine stimano che oltre il 15% dei residenti siano cittadini stranieri. Datori di lavoro nei settori dell’edilizia, IT e ospitalità dichiarano che la forza lavoro ucraina è diventata indispensabile, colmando posti vacanti che altrimenti frenerebbero la crescita. Sul fronte opposto, il ministero dell’Istruzione sta correndo per aumentare il numero di assistenti didattici di lingua ucraina, mentre la domanda abitativa ha fatto lievitare gli affitti in alcuni quartieri di Praga a doppia cifra.
Sul piano politico, questi numeri influenzeranno la revisione in corso della Lex Ucraina. I deputati della coalizione chiedono regole più severe per i beneficiari condannati per reati ripetuti, mentre i partiti di opposizione spingono per limiti temporali più rigidi alla protezione temporanea. Qualsiasi modifica avrà ripercussioni sui programmi di mobilità aziendale: revocare la protezione potrebbe spingere decine di migliaia di ucraini verso i canali standard per i permessi di lavoro, già sovraccarichi.
Per le aziende globali, i dati sottolineano la dipendenza della Repubblica Ceca dal talento straniero e l’importanza di monitorare i cambiamenti normativi che potrebbero influenzare la pianificazione della forza lavoro, le iniziative di integrazione sociale e i budget CSR destinati al sostegno dei rifugiati.
La maggior parte è arrivata grazie al regime speciale di “protezione temporanea”, noto come Lex Ucraina, che garantisce accesso all’assicurazione sanitaria, al mercato del lavoro e alle scuole pubbliche. Al 31 dicembre 2025, più di 393.000 persone godevano ancora di questo status. Il Ministero dell’Interno attribuisce la crescita netta della popolazione straniera di 37.000 unità nel 2025 quasi interamente ai flussi continui dall’Ucraina, nonostante un rallentamento degli arrivi rispetto al biennio 2022-23.
La concentrazione più evidente si registra a Praga, dove le autorità cittadine stimano che oltre il 15% dei residenti siano cittadini stranieri. Datori di lavoro nei settori dell’edilizia, IT e ospitalità dichiarano che la forza lavoro ucraina è diventata indispensabile, colmando posti vacanti che altrimenti frenerebbero la crescita. Sul fronte opposto, il ministero dell’Istruzione sta correndo per aumentare il numero di assistenti didattici di lingua ucraina, mentre la domanda abitativa ha fatto lievitare gli affitti in alcuni quartieri di Praga a doppia cifra.
Sul piano politico, questi numeri influenzeranno la revisione in corso della Lex Ucraina. I deputati della coalizione chiedono regole più severe per i beneficiari condannati per reati ripetuti, mentre i partiti di opposizione spingono per limiti temporali più rigidi alla protezione temporanea. Qualsiasi modifica avrà ripercussioni sui programmi di mobilità aziendale: revocare la protezione potrebbe spingere decine di migliaia di ucraini verso i canali standard per i permessi di lavoro, già sovraccarichi.
Per le aziende globali, i dati sottolineano la dipendenza della Repubblica Ceca dal talento straniero e l’importanza di monitorare i cambiamenti normativi che potrebbero influenzare la pianificazione della forza lavoro, le iniziative di integrazione sociale e i budget CSR destinati al sostegno dei rifugiati.
Fonte: EADaily
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