
Il presidente Petr Pavel ha firmato un pacchetto di emendamenti, soprannominato l’ultimo “Lex Ucraina”, che estende la protezione temporanea per gli ucraini in Repubblica Ceca almeno fino al 31 marzo 2027 e, per la prima volta, apre la strada a un permesso di soggiorno speciale di cinque anni per i rifugiati autosufficienti che vivono nel paese da più di due anni.
Lo stesso disegno di legge introduce restrizioni significative per i cittadini russi che richiedono la cittadinanza ceca: i richiedenti devono ora dimostrare di aver rinunciato legalmente alla cittadinanza russa e potrebbero essere esclusi del tutto fino alla fine della guerra in Ucraina.
Attualmente circa 350.000 ucraini possiedono un visto di protezione temporanea ceco. Secondo le nuove regole, chi dimostra di avere un alloggio stabile, un lavoro o un reddito indipendente e l’iscrizione scolastica per i figli può sostituire il visto annualmente rinnovabile con una carta di soggiorno biometrica valida cinque anni, che garantisce pieno accesso al mercato del lavoro. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che questa modifica elimina la burocrazia per i datori di lavoro, che finora dovevano rinnovare i contratti di lavoro ogni anno.
Per i team di mobilità aziendale, la nuova normativa offre maggiore chiarezza nella pianificazione del personale. I reparti HR possono trasferire i dipendenti ucraini da codici di pagamento a breve termine a contratti di lavoro locali standard, semplificando la gestione fiscale e dei benefit. Il Ministero dell’Interno lancerà la prossima settimana un portale online per la pre-registrazione; i richiedenti dovranno prenotare un appuntamento per la rilevazione biometrica entro 30 giorni.
Lo stesso provvedimento rafforza le misure di sicurezza. Un nuovo articolo del codice penale punisce la “cooperazione non autorizzata con una potenza straniera” con fino a cinque anni di carcere (fino a 15 in tempo di guerra). Sebbene rivolto principalmente allo spionaggio, i fornitori di servizi di trasferimento avvertono i clienti che violazioni involontarie — ad esempio, fungere da intermediari per certificati di polizia esteri senza autorizzazione esplicita — potrebbero comportare responsabilità penali.
I cittadini russi assegnati in Repubblica Ceca devono già affrontare tempi più lunghi per i controlli di background. Si prevede che le restrizioni sulla cittadinanza si riflettano anche nei controlli per i permessi di soggiorno, con verifiche più approfondite sui legami finanziari. I datori di lavoro dovrebbero prevedere tempi più lunghi e valutare giurisdizioni alternative nell’UE se le date di inizio non possono essere posticipate.
Lo stesso disegno di legge introduce restrizioni significative per i cittadini russi che richiedono la cittadinanza ceca: i richiedenti devono ora dimostrare di aver rinunciato legalmente alla cittadinanza russa e potrebbero essere esclusi del tutto fino alla fine della guerra in Ucraina.
Attualmente circa 350.000 ucraini possiedono un visto di protezione temporanea ceco. Secondo le nuove regole, chi dimostra di avere un alloggio stabile, un lavoro o un reddito indipendente e l’iscrizione scolastica per i figli può sostituire il visto annualmente rinnovabile con una carta di soggiorno biometrica valida cinque anni, che garantisce pieno accesso al mercato del lavoro. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che questa modifica elimina la burocrazia per i datori di lavoro, che finora dovevano rinnovare i contratti di lavoro ogni anno.
Per i team di mobilità aziendale, la nuova normativa offre maggiore chiarezza nella pianificazione del personale. I reparti HR possono trasferire i dipendenti ucraini da codici di pagamento a breve termine a contratti di lavoro locali standard, semplificando la gestione fiscale e dei benefit. Il Ministero dell’Interno lancerà la prossima settimana un portale online per la pre-registrazione; i richiedenti dovranno prenotare un appuntamento per la rilevazione biometrica entro 30 giorni.
Lo stesso provvedimento rafforza le misure di sicurezza. Un nuovo articolo del codice penale punisce la “cooperazione non autorizzata con una potenza straniera” con fino a cinque anni di carcere (fino a 15 in tempo di guerra). Sebbene rivolto principalmente allo spionaggio, i fornitori di servizi di trasferimento avvertono i clienti che violazioni involontarie — ad esempio, fungere da intermediari per certificati di polizia esteri senza autorizzazione esplicita — potrebbero comportare responsabilità penali.
I cittadini russi assegnati in Repubblica Ceca devono già affrontare tempi più lunghi per i controlli di background. Si prevede che le restrizioni sulla cittadinanza si riflettano anche nei controlli per i permessi di soggiorno, con verifiche più approfondite sui legami finanziari. I datori di lavoro dovrebbero prevedere tempi più lunghi e valutare giurisdizioni alternative nell’UE se le date di inizio non possono essere posticipate.
Fonte: Ukrinform