
Il nuovo rapporto trimestrale sulla migrazione del Ministero dell’Interno ceco rivela che alla fine del 2025 erano legalmente residenti in Repubblica Ceca 1.131.197 cittadini stranieri, con un aumento di circa 37.000 unità (+3,4%) rispetto all’anno precedente. Gli ucraini restano di gran lunga la comunità straniera più numerosa, seguiti da slovacchi, vietnamiti e russi. Gli stranieri rappresentano ora il 10,38% della popolazione totale del Paese, con la concentrazione più alta a Praga. (denikn.cz)
Le autorità attribuiscono questo aumento principalmente all’ampio ricorso da parte del Paese alla Direttiva UE sulla Protezione Temporanea, destinata alle persone in fuga dalla guerra della Russia contro l’Ucraina. Al 31 dicembre 2025, 393.056 ucraini avevano uno status di protezione temporanea valido in Repubblica Ceca, pari a circa il 3,6% dell’intera popolazione. Nel 2022, al picco del conflitto, le autorità ceche hanno rilasciato oltre 470.000 di questi visti, facendo della Repubblica Ceca il Paese UE con il maggior numero di rifugiati ucraini pro capite. (denikn.cz)
Oltre alla dimensione umanitaria, i nuovi dati confermano il ruolo sempre più centrale del lavoro straniero nell’economia ceca. Gli ucraini coprono carenze critiche nei settori manifatturiero, delle costruzioni e sanitario, mentre gli slovacchi dominano i servizi e l’IT. Gli imprenditori vietnamiti sono ben presenti nel commercio al dettaglio e nell’industria leggera, mentre i cittadini russi — pur essendo il quarto gruppo più numeroso — contano ancora oltre 37.000 residenti nonostante le norme più restrittive sulla cittadinanza introdotte nel 2024.
Per i datori di lavoro i dati indicano un mercato del lavoro ancora teso e sottolineano l’importanza di monitorare con attenzione il rinnovo dei permessi di lavoro, i programmi di quote e i requisiti di integrazione. I comuni, invece, utilizzano queste cifre per pianificare la capacità scolastica, i finanziamenti sanitari e i budget per i corsi di lingua. Il ministero precisa che le statistiche escludono i titolari di visti Schengen a breve termine e i cittadini UE non registrati, il che significa che la presenza straniera reale è ancora più elevata.
Praticamente, le aziende che inviano personale a Praga devono aspettarsi tempi di attesa più lunghi agli uffici immigrazione all’inizio dell’anno, poiché centinaia di migliaia di ucraini rinnovano gli adesivi di protezione prima della scadenza del 31 marzo. I team HR sono invitati a prenotare gli appuntamenti con largo anticipo e a ricordare ai dipendenti l’obbligo di aggiornare l’indirizzo entro 30 giorni da ogni cambio di residenza.
Le autorità attribuiscono questo aumento principalmente all’ampio ricorso da parte del Paese alla Direttiva UE sulla Protezione Temporanea, destinata alle persone in fuga dalla guerra della Russia contro l’Ucraina. Al 31 dicembre 2025, 393.056 ucraini avevano uno status di protezione temporanea valido in Repubblica Ceca, pari a circa il 3,6% dell’intera popolazione. Nel 2022, al picco del conflitto, le autorità ceche hanno rilasciato oltre 470.000 di questi visti, facendo della Repubblica Ceca il Paese UE con il maggior numero di rifugiati ucraini pro capite. (denikn.cz)
Oltre alla dimensione umanitaria, i nuovi dati confermano il ruolo sempre più centrale del lavoro straniero nell’economia ceca. Gli ucraini coprono carenze critiche nei settori manifatturiero, delle costruzioni e sanitario, mentre gli slovacchi dominano i servizi e l’IT. Gli imprenditori vietnamiti sono ben presenti nel commercio al dettaglio e nell’industria leggera, mentre i cittadini russi — pur essendo il quarto gruppo più numeroso — contano ancora oltre 37.000 residenti nonostante le norme più restrittive sulla cittadinanza introdotte nel 2024.
Per i datori di lavoro i dati indicano un mercato del lavoro ancora teso e sottolineano l’importanza di monitorare con attenzione il rinnovo dei permessi di lavoro, i programmi di quote e i requisiti di integrazione. I comuni, invece, utilizzano queste cifre per pianificare la capacità scolastica, i finanziamenti sanitari e i budget per i corsi di lingua. Il ministero precisa che le statistiche escludono i titolari di visti Schengen a breve termine e i cittadini UE non registrati, il che significa che la presenza straniera reale è ancora più elevata.
Praticamente, le aziende che inviano personale a Praga devono aspettarsi tempi di attesa più lunghi agli uffici immigrazione all’inizio dell’anno, poiché centinaia di migliaia di ucraini rinnovano gli adesivi di protezione prima della scadenza del 31 marzo. I team HR sono invitati a prenotare gli appuntamenti con largo anticipo e a ricordare ai dipendenti l’obbligo di aggiornare l’indirizzo entro 30 giorni da ogni cambio di residenza.
Fonte: Deník N