
UK Visas & Immigration (UKVI) ha annunciato l’ultimo tassello del suo puzzle digitale sull’immigrazione: dal 25 febbraio 2026 ogni visitatore che normalmente necessita di un visto riceverà esclusivamente un visto elettronico (eVisa). L’aggiornamento è stato diffuso il 13 febbraio tramite l’account ufficiale X (ex Twitter) di UKVI ed è stato ripreso da diversi media internazionali, tra cui il nigeriano Vanguard.
Con questa novità, spariranno completamente gli adesivi per i visti e le vignette cartacee. I richiedenti approvati accederanno invece a un account UKVI, dove il loro eVisa sarà conservato digitalmente e collegato al chip del passaporto. Gli agenti delle compagnie aeree verificheranno il permesso di viaggio tramite lo stesso flusso di Advance Passenger Information (API) già utilizzato per controllare ETAs e permessi di soggiorno.
Il governo sostiene che gli eVisa ridurranno le frodi, velocizzeranno le procedure di ingresso e apriranno la strada a “corridoi contactless” in aeroporti come Heathrow e Manchester. I recenti progetti pilota del Home Office hanno mostrato una riduzione del 37% nei tempi medi di controllo primario, mentre i rifiuti per visti contraffatti sono quasi azzerati.
Per i team di mobilità globale, il cambiamento comporta nuove procedure di onboarding: i dipendenti assegnati devono creare un account UKVI, mantenere aggiornati i dati del passaporto e scaricare il PDF dell’eVisa per gli archivi HR. I datori di lavoro dovranno inoltre informare i viaggiatori che il visto non sarà visibile sul passaporto, una fonte comune di ansia nei punti di transito di paesi terzi. Gli ufficiali CBP negli Stati Uniti e le guardie di frontiera Schengen sono stati informati tramite messaggi IATA che i visti UK saranno esclusivamente elettronici, ma si prevedono alcune difficoltà iniziali.
A lungo termine, il Home Office intende estendere gli eVisa a tutte le categorie in-country, inclusi i permessi di insediamento, entro la fine del 2026, allineando il Regno Unito al modello completamente digitale australiano e anticipando il prossimo progetto UE del “visto sullo smartphone”.
Con questa novità, spariranno completamente gli adesivi per i visti e le vignette cartacee. I richiedenti approvati accederanno invece a un account UKVI, dove il loro eVisa sarà conservato digitalmente e collegato al chip del passaporto. Gli agenti delle compagnie aeree verificheranno il permesso di viaggio tramite lo stesso flusso di Advance Passenger Information (API) già utilizzato per controllare ETAs e permessi di soggiorno.
Il governo sostiene che gli eVisa ridurranno le frodi, velocizzeranno le procedure di ingresso e apriranno la strada a “corridoi contactless” in aeroporti come Heathrow e Manchester. I recenti progetti pilota del Home Office hanno mostrato una riduzione del 37% nei tempi medi di controllo primario, mentre i rifiuti per visti contraffatti sono quasi azzerati.
Per i team di mobilità globale, il cambiamento comporta nuove procedure di onboarding: i dipendenti assegnati devono creare un account UKVI, mantenere aggiornati i dati del passaporto e scaricare il PDF dell’eVisa per gli archivi HR. I datori di lavoro dovranno inoltre informare i viaggiatori che il visto non sarà visibile sul passaporto, una fonte comune di ansia nei punti di transito di paesi terzi. Gli ufficiali CBP negli Stati Uniti e le guardie di frontiera Schengen sono stati informati tramite messaggi IATA che i visti UK saranno esclusivamente elettronici, ma si prevedono alcune difficoltà iniziali.
A lungo termine, il Home Office intende estendere gli eVisa a tutte le categorie in-country, inclusi i permessi di insediamento, entro la fine del 2026, allineando il Regno Unito al modello completamente digitale australiano e anticipando il prossimo progetto UE del “visto sullo smartphone”.
Fonte: Vanguard News
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