
Il Ministro dell’Interno austriaco Gerhard Karner ha sfruttato la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco 2026 (13-14 febbraio) per annunciare un’accelerazione netta nei rimpatri forzati verso Siria e Iraq. Karner ha dichiarato ai giornalisti che l’Austria intende trasformare l’espulsione di criminali condannati e richiedenti asilo respinti verso questi due Paesi “da eccezione a regola”. In incontri bilaterali con i ministri degli Esteri iracheno e il nuovo ministro siriano, ha spinto per un aumento dei voli charter e per la creazione di cosiddetti “centri di rimpatrio” fuori dall’UE, dove i migranti potrebbero essere processati prima di essere rimandati a casa. (kurier.at)
L’iniziativa si basa sullo status di Vienna come unico Stato UE ad aver ripreso i rimpatri su piccola scala verso la Siria dopo la caduta del regime di Assad. Le autorità sostengono che la situazione di sicurezza in alcune zone della Siria consente ora espulsioni caso per caso; le ONG invece denunciano una violazione del principio di non-refoulement. L’Austria ha già un accordo di rimpatrio con Baghdad e nel 2025 ha rimpatriato 412 iracheni; il ministero punta a superare “ben oltre 1.000” nel 2026. (kurier.at)
Karner ha inoltre incontrato i suoi omologhi tedesco e svizzero e il Commissario UE per gli Affari Interni Magnus Brunner per discutere la creazione di centri di elaborazione extraterritoriali, ispirati al piano Rwanda promosso dal Regno Unito. Sebbene non sia ancora stato individuato un Paese ospitante, fonti di Bruxelles confermano che almeno due Stati del Nord Africa sono “in trattative avanzate”. (kurier.at)
Per i datori di lavoro che utilizzano il sistema di permessi di lavoro Red-White-Red austriaco, l’annuncio crea nuove incertezze: i responsabili della mobilità aziendale dovranno monitorare se il discorso più duro sui rimpatri influenzerà le quote di migrazione lavorativa che saranno fissate a marzo. Nel frattempo, i fornitori di servizi per il reinsediamento prevedono un aumento dei controlli di verifica dell’identità negli alloggi per richiedenti asilo, con possibili ritardi nelle domande di ricongiungimento familiare parallele alle richieste per lavoratori qualificati.
Praticamente, i team HR dovrebbero verificare lo status di residenza dei familiari a carico degli assegnati e aggiornare le politiche di gestione del rischio viaggio per il personale con cittadinanza siriana o irachena. Le compagnie aeree che operano da Vienna potrebbero dover affrontare richieste improvvise di voli charter, con possibili disagi sulla capacità di trasporto merci nelle rotte chiave verso il Medio Oriente.
L’iniziativa si basa sullo status di Vienna come unico Stato UE ad aver ripreso i rimpatri su piccola scala verso la Siria dopo la caduta del regime di Assad. Le autorità sostengono che la situazione di sicurezza in alcune zone della Siria consente ora espulsioni caso per caso; le ONG invece denunciano una violazione del principio di non-refoulement. L’Austria ha già un accordo di rimpatrio con Baghdad e nel 2025 ha rimpatriato 412 iracheni; il ministero punta a superare “ben oltre 1.000” nel 2026. (kurier.at)
Karner ha inoltre incontrato i suoi omologhi tedesco e svizzero e il Commissario UE per gli Affari Interni Magnus Brunner per discutere la creazione di centri di elaborazione extraterritoriali, ispirati al piano Rwanda promosso dal Regno Unito. Sebbene non sia ancora stato individuato un Paese ospitante, fonti di Bruxelles confermano che almeno due Stati del Nord Africa sono “in trattative avanzate”. (kurier.at)
Per i datori di lavoro che utilizzano il sistema di permessi di lavoro Red-White-Red austriaco, l’annuncio crea nuove incertezze: i responsabili della mobilità aziendale dovranno monitorare se il discorso più duro sui rimpatri influenzerà le quote di migrazione lavorativa che saranno fissate a marzo. Nel frattempo, i fornitori di servizi per il reinsediamento prevedono un aumento dei controlli di verifica dell’identità negli alloggi per richiedenti asilo, con possibili ritardi nelle domande di ricongiungimento familiare parallele alle richieste per lavoratori qualificati.
Praticamente, i team HR dovrebbero verificare lo status di residenza dei familiari a carico degli assegnati e aggiornare le politiche di gestione del rischio viaggio per il personale con cittadinanza siriana o irachena. Le compagnie aeree che operano da Vienna potrebbero dover affrontare richieste improvvise di voli charter, con possibili disagi sulla capacità di trasporto merci nelle rotte chiave verso il Medio Oriente.
Fonte: Kurier
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