
Gli australiani con cittadinanza britannica o irlandese si stanno affrettando a ottenere il passaporto del Regno Unito dopo aver appreso—spesso tramite i social media—che dal 25 febbraio 2026 i vettori rifiuteranno di trasportarli verso la Gran Bretagna se non presenteranno la prova della cittadinanza britannica al momento del check-in. Secondo la politica del Home Office “no permission, no travel”, i cittadini con doppia nazionalità devono viaggiare con passaporto britannico o irlandese oppure essere in possesso di un Certificato di Diritto di Residenza. L’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) *non* può sostituire il passaporto britannico, un dettaglio che ha generato molta confusione tra gli espatriati di lungo corso che finora viaggiavano con passaporti australiani. L’Associazione dell’Industria Turistica Australiana ha avvertito che i ritardi nelle emissioni dei passaporti—da tre a sei settimane per un rinnovo—potrebbero compromettere migliaia di viaggi imminenti. Alcuni viaggiatori hanno dichiarato ad ABC News di valutare la rinuncia alla cittadinanza britannica per semplificare i viaggi futuri, anche se questa procedura comporta costi e tempi lunghi. Per i datori di lavoro si apre un problema inatteso di responsabilità: il personale inviato dall’Australia alle sedi britanniche potrebbe scoprire in aeroporto di essere legalmente britannico e quindi non poter salire a bordo senza il documento corretto. I team di mobilità dovrebbero identificare i cittadini con doppia nazionalità in anticipo, prevedere un budget per l’emissione urgente dei passaporti e informare gli agenti di viaggio sulla nuova normativa. Questa vicenda evidenzia un cambiamento più ampio verso il pre-controllo digitale. Una volta pienamente operativo, il sistema di frontiera del Regno Unito confronterà i database di ETA e e-Visa con i manifesti dei vettori, lasciando poco margine di discrezionalità al gate aeroportuale. Garantire che i dati di cittadinanza, passaporto e prenotazione siano allineati sarà fondamentale per evitare costosi disagi dell’ultimo minuto.
Fonte: ABC News (Australia)
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