
I verbali parlamentari pubblicati il 23 febbraio rivelano che l’Austria ha diffuso due note “Varie ed eventuali” (AOB) per la riunione dello stesso giorno del Consiglio Affari Esteri (FAC) dell’UE a Bruxelles. Secondo la nota Antici registrata nel database nazionale dell’UE, la delegazione di Vienna intende informare i ministri sulla conferenza “Donne come agenti di sicurezza e pace” ospitata all’inizio del mese e, soprattutto per la mobilità globale, sui piani per semplificare i visti Schengen a breve termine per i viaggiatori d’affari dei Balcani occidentali. Il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg sosterrà che accelerare i tempi di rilascio dei visti per Serbia, Macedonia del Nord e Albania è fondamentale per stabilizzare le catene di approvvigionamento che attraversano i principali hub di distribuzione austriaci. La proposta rispecchia le raccomandazioni della Camera di Commercio Federale austriaca, che denuncia come i ritardi nei visti C stiano costando alle aziende di logistica fino a 12 milioni di euro a trimestre. Fonti diplomatiche riferiscono che il documento austriaco chiede anche al Servizio Europeo per l’Azione Esterna di esplorare il riconoscimento reciproco dei programmi per viaggiatori fidati tra Austria e i porti adriatici, dopo che le ripetute interruzioni ferroviarie sulla linea Divača–Koper hanno evidenziato la necessità di equipaggi multimodali flessibili. Sebbene la politica sui visti rientri infine nelle competenze di Giustizia e Affari Interni, inserire il tema nell’agenda del FAC mantiene alta la pressione politica prima della riunione dei ministri JHA prevista a marzo. Le ONG hanno accolto con favore l’attenzione alle vie legali di mobilità, ma hanno chiesto garanzie. Il Centro Internazionale per lo Sviluppo delle Politiche Migratorie con sede a Vienna ha avvertito che facilitare i visti d’affari senza chiari parametri di conformità potrebbe alimentare soggiorni irregolari. Il Ministero dell’Interno ha risposto che ogni facilitazione sarà subordinata al rilascio di visti biometrici e al prossimo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE. Fonti interne al Consiglio prevedono che la discussione confluirà nelle conclusioni del Consiglio Europeo del 25 marzo, dove i leader faranno il punto sul calendario della riforma di Schengen.
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