
La Corte Suprema di Spagna ha annullato la clausola del Regolamento sull’Immigrazione che prevedeva la cancellazione automatica del permesso di soggiorno temporaneo se il titolare trascorreva più di 183 giorni consecutivi fuori dal paese. La sentenza, pubblicata nel Boletín Oficial del Estado (BOE) il 25 febbraio 2026, stabilisce che la cosiddetta “regola dei sei mesi” violava il diritto costituzionale degli stranieri alla libera circolazione, poiché puniva i viaggi senza valutare i legami effettivi con la Spagna.
Praticamente, la decisione riguarda circa 1,5 milioni di cittadini non appartenenti all’UE con permessi temporanei per studio, ricongiungimento familiare, nomadismo digitale e altre categorie. Ora potranno lasciare la Spagna per periodi prolungati — per progetti lavorativi, assistenza familiare o lavoro a distanza — senza temere la cancellazione automatica della loro tarjeta de residencia. Gli uffici immigrazione dovranno comunque verificare il rispetto dei requisiti per il rinnovo (reddito, assicurazione, certificati penali), ma il tempo trascorso all’estero non sarà più motivo esclusivo di diniego.
Per i responsabili della mobilità internazionale, la sentenza elimina uno degli ostacoli più complessi in termini di conformità. Le multinazionali potranno riassegnare il personale basato in Spagna a incarichi all’estero di medio termine mantenendo intatto lo status spagnolo, evitando costose nuove domande. Gli studi legali stanno già ricevendo richieste da titolari di permessi precedentemente cancellati; la sentenza apre la strada a ricorsi contro tali revoche e al recupero degli anni persi per l’accumulo ai fini del permesso di lungo periodo o della cittadinanza.
Il Ministero dell’Interno ha emesso una circolare temporanea che ordina alle unità di polizia extranjería di sospendere tutte le procedure di estinzione basate esclusivamente sulle assenze. È prevista una revisione completa del regolamento entro la fine del 2026 per allineare il testo del decreto reale alla giurisprudenza della Corte. Nel frattempo, gli avvocati consigliano ai viaggiatori di conservare prove di “residenza effettiva” (contratti di affitto, bollette, iscrizioni alla sicurezza sociale) in caso di richieste di verifica dei legami durante i colloqui di rinnovo.
Gli operatori del settore accolgono la sentenza come un passo verso la modernizzazione del quadro della mobilità in Spagna. “In un mondo di lavoro a distanza, imprenditorialità e famiglie globali, contare i timbri sul passaporto è ormai superato,” afferma l’Asociación de Extranjeristas de España. La decisione rafforza l’impegno della Spagna a posizionarsi come hub flessibile per i talenti internazionali, integrando il visto per nomadi digitali introdotto lo scorso anno e la prossima revisione salariale della Blue Card.
Praticamente, la decisione riguarda circa 1,5 milioni di cittadini non appartenenti all’UE con permessi temporanei per studio, ricongiungimento familiare, nomadismo digitale e altre categorie. Ora potranno lasciare la Spagna per periodi prolungati — per progetti lavorativi, assistenza familiare o lavoro a distanza — senza temere la cancellazione automatica della loro tarjeta de residencia. Gli uffici immigrazione dovranno comunque verificare il rispetto dei requisiti per il rinnovo (reddito, assicurazione, certificati penali), ma il tempo trascorso all’estero non sarà più motivo esclusivo di diniego.
Per i responsabili della mobilità internazionale, la sentenza elimina uno degli ostacoli più complessi in termini di conformità. Le multinazionali potranno riassegnare il personale basato in Spagna a incarichi all’estero di medio termine mantenendo intatto lo status spagnolo, evitando costose nuove domande. Gli studi legali stanno già ricevendo richieste da titolari di permessi precedentemente cancellati; la sentenza apre la strada a ricorsi contro tali revoche e al recupero degli anni persi per l’accumulo ai fini del permesso di lungo periodo o della cittadinanza.
Il Ministero dell’Interno ha emesso una circolare temporanea che ordina alle unità di polizia extranjería di sospendere tutte le procedure di estinzione basate esclusivamente sulle assenze. È prevista una revisione completa del regolamento entro la fine del 2026 per allineare il testo del decreto reale alla giurisprudenza della Corte. Nel frattempo, gli avvocati consigliano ai viaggiatori di conservare prove di “residenza effettiva” (contratti di affitto, bollette, iscrizioni alla sicurezza sociale) in caso di richieste di verifica dei legami durante i colloqui di rinnovo.
Gli operatori del settore accolgono la sentenza come un passo verso la modernizzazione del quadro della mobilità in Spagna. “In un mondo di lavoro a distanza, imprenditorialità e famiglie globali, contare i timbri sul passaporto è ormai superato,” afferma l’Asociación de Extranjeristas de España. La decisione rafforza l’impegno della Spagna a posizionarsi come hub flessibile per i talenti internazionali, integrando il visto per nomadi digitali introdotto lo scorso anno e la prossima revisione salariale della Blue Card.
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Spagna.Di più da Spagna
Visualizza tutto
La soglia di reddito per il visto Digital Nomad sale a 2.849 € al mese dopo l’aggiornamento dell’SMI
L'autorizzazione elettronica di viaggio nel Regno Unito ora obbligatoria per gli spagnoli in ingresso in Gran Bretagna