
Il Ministero dell’Interno del Regno Unito ha chiuso una vecchia falla che permetteva ai cittadini britannici con doppia cittadinanza di entrare nel paese utilizzando il passaporto non britannico. Dal 25 febbraio 2026, i sistemi di check-in segnaleranno questi passeggeri come non idonei a ottenere un ETA, e quindi privi di autorizzazione al viaggio, a meno che non presentino un passaporto britannico o irlandese — oppure un Certificato di Diritto di Residenza — al banco.
La modifica deriva dalle nuove regole del database che supportano i regimi eVisa ed ETA: il sistema identifica la nazionalità dai dati del passaporto e non rilascerà un ETA a chi risulta cittadino britannico. Le compagnie aeree non possono ignorare i dati forniti dal Ministero senza rischiare sanzioni, quindi negheranno l’imbarco anche se il viaggiatore può dimostrare la cittadinanza britannica con altri documenti.
Per i professionisti britannici residenti all’estero — in particolare nel Golfo, dove il rinnovo del passaporto UK può richiedere tempo — questo cambiamento impone una gestione urgente dei documenti di viaggio. I team HR che gestiscono trasferimenti o viaggi per congedo dovrebbero verificare subito i documenti dei cittadini con doppia nazionalità e considerare i tempi necessari per il rinnovo del passaporto.
Le ambasciate britanniche hanno registrato un aumento del 35% nelle richieste di appuntamenti per passaporti d’emergenza da quando la nuova regola è stata annunciata lo scorso novembre, e l’Ufficio Passaporti ha introdotto turni di lavoro anche nei weekend per mantenere i tempi medi di rilascio intorno ai dieci giorni.
I viaggiatori che si presentano al confine britannico con il passaporto “sbagliato” rischiano controlli supplementari e il possibile rifiuto d’ingresso; nei casi peggiori, potrebbero dover sostenere costi di reindirizzamento imposti dalle compagnie aeree, spese che potrebbero ricadere sui datori di lavoro.
La modifica deriva dalle nuove regole del database che supportano i regimi eVisa ed ETA: il sistema identifica la nazionalità dai dati del passaporto e non rilascerà un ETA a chi risulta cittadino britannico. Le compagnie aeree non possono ignorare i dati forniti dal Ministero senza rischiare sanzioni, quindi negheranno l’imbarco anche se il viaggiatore può dimostrare la cittadinanza britannica con altri documenti.
Per i professionisti britannici residenti all’estero — in particolare nel Golfo, dove il rinnovo del passaporto UK può richiedere tempo — questo cambiamento impone una gestione urgente dei documenti di viaggio. I team HR che gestiscono trasferimenti o viaggi per congedo dovrebbero verificare subito i documenti dei cittadini con doppia nazionalità e considerare i tempi necessari per il rinnovo del passaporto.
Le ambasciate britanniche hanno registrato un aumento del 35% nelle richieste di appuntamenti per passaporti d’emergenza da quando la nuova regola è stata annunciata lo scorso novembre, e l’Ufficio Passaporti ha introdotto turni di lavoro anche nei weekend per mantenere i tempi medi di rilascio intorno ai dieci giorni.
I viaggiatori che si presentano al confine britannico con il passaporto “sbagliato” rischiano controlli supplementari e il possibile rifiuto d’ingresso; nei casi peggiori, potrebbero dover sostenere costi di reindirizzamento imposti dalle compagnie aeree, spese che potrebbero ricadere sui datori di lavoro.
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