
In una dichiarazione ministeriale scritta, il Ministro dell’Immigrazione Tom Pursglove ha confermato che le consolidate norme britanniche sulla responsabilità dei vettori si applicano ora anche ai risultati elettronici di autorizzazione al viaggio prodotti dal sistema Advance Passenger Information (API) del Home Office. Dal 25 febbraio 2026, compagnie aeree, di traghetti e operatori di jet privati che trasportano passeggeri privi di un ETA o eVisa valido saranno soggetti a sanzioni fino a £10.000 per persona. Questa modifica colma una lacuna nell’applicazione delle regole: finora i vettori venivano multati solo per il trasporto di cittadini di paesi che richiedono il visto senza visto valido, mentre le violazioni relative all’ETA non comportavano sanzioni automatiche. Il Home Office ha dichiarato di aver formato oltre 55.000 addetti al check-in in tutto il mondo e di aver completato l’integrazione dei sistemi con 250 vettori aerei e marittimi. Le associazioni di settore temono falsi negativi, quando i dati del passaporto del viaggiatore nel suo account UKVI non corrispondono alla prenotazione aerea, generando una risposta automatica di “permesso negato”. Il Board of Airline Representatives UK (BAR UK) ha invitato i membri a implementare protocolli di override manuale e a mantenere contatti diretti con la UK Border Force. Per i responsabili dei viaggi aziendali l’esposizione finanziaria è indiretta ma concreta: i vettori recuperano le multe tramite maggiorazioni sulle fatture o addebitando ai viaggiatori i costi di riemissione del biglietto. Integrare un controllo finale di autorizzazione nei messaggi di controllo partenza e ricordare ai dipendenti di aggiornare i dati eVisa dopo il rinnovo del passaporto ridurrà i casi di imbarco negato.
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