
Il Dipartimento degli Affari Interni australiano ha silenziosamente raddoppiato la tariffa base per la domanda di visto (VAC) per il visto Temporary Graduate, portandola da 2.300 a 4.600 AUD, a partire dal 1° marzo 2026. Il visto 485 rappresenta il principale percorso post-studio che consente ai laureati internazionali di rimanere in Australia fino a tre anni (più a lungo per i laureati regionali e con titoli di studio avanzati). Sebbene l’aumento sia stato pubblicato nel weekend, i media ne hanno dato notizia solo il 3 marzo, lasciando studenti, agenti e università in cerca di risposte. (sbs.com.au)
Il governo giustifica l’aumento con la necessità di finanziare un nuovo sistema di verifica dell’integrità degli studenti “veri”, l’espansione dei team di controllo e l’integrazione in tempo reale dei dati con l’Agenzia delle Entrate australiana. Le autorità sottolineano inoltre che i laureati godono di diritti di lavoro illimitati e, in molti casi, di un trampolino verso la residenza permanente. Sono previste esenzioni per i cittadini delle nazioni insulari del Pacifico e di Timor Est, “in riconoscimento dei legami speciali dell’Australia con la regione”. (sbs.com.au)
Università e associazioni di categoria hanno duramente criticato la decisione. Phil Honeywood, CEO dell’International Education Association of Australia, ha dichiarato che il settore è “molto contrariato dal fatto che gli studenti internazionali vengano trattati come una mucca da mungere senza motivo valido”, avvertendo che ciò potrebbe scoraggiare le iscrizioni ai corsi STEM e sanitari ad alta domanda, fondamentali per il fabbisogno di competenze australiano. Gli analisti osservano che il visto 485 è ora il permesso di lavoro post-studio più costoso al mondo, circa il doppio del Graduate Route del Regno Unito e quasi venti volte il Post-Graduation Work Permit canadese. (sbs.com.au)
Le conseguenze pratiche sono immediate. Un laureato che presenta una domanda familiare con partner e un figlio si trova ora a dover pagare oltre 8.000 AUD di tasse governative, senza contare visite mediche e assicurazioni. Molti studenti con visto studentesco in scadenza il 15 marzo hanno solo pochi giorni per trovare i fondi extra o rischiano di perdere lo status legale. Gli agenti educativi consigliano di pianificare attentamente il budget, anticipare test di inglese e controlli sanitari e, quando possibile, valutare percorsi sponsorizzati da datori di lavoro con costi governativi inferiori.
Sul lungo termine, gli osservatori prevedono che questo shock tariffario accelererà la transizione verso una migrazione “ad alta integrità e basata sulle competenze”. Se da un lato ciò potrebbe alleviare la pressione politica sull’elevato tasso di immigrazione netta in Australia, dall’altro rischia di compromettere un settore dell’istruzione internazionale che nel 2019 ha contribuito con 48 miliardi di AUD all’economia. Il comparto sta facendo pressione per un aumento graduale o esenzioni per le professioni più richieste, ma il governo non ha dato segnali di voler tornare indietro.
Il governo giustifica l’aumento con la necessità di finanziare un nuovo sistema di verifica dell’integrità degli studenti “veri”, l’espansione dei team di controllo e l’integrazione in tempo reale dei dati con l’Agenzia delle Entrate australiana. Le autorità sottolineano inoltre che i laureati godono di diritti di lavoro illimitati e, in molti casi, di un trampolino verso la residenza permanente. Sono previste esenzioni per i cittadini delle nazioni insulari del Pacifico e di Timor Est, “in riconoscimento dei legami speciali dell’Australia con la regione”. (sbs.com.au)
Università e associazioni di categoria hanno duramente criticato la decisione. Phil Honeywood, CEO dell’International Education Association of Australia, ha dichiarato che il settore è “molto contrariato dal fatto che gli studenti internazionali vengano trattati come una mucca da mungere senza motivo valido”, avvertendo che ciò potrebbe scoraggiare le iscrizioni ai corsi STEM e sanitari ad alta domanda, fondamentali per il fabbisogno di competenze australiano. Gli analisti osservano che il visto 485 è ora il permesso di lavoro post-studio più costoso al mondo, circa il doppio del Graduate Route del Regno Unito e quasi venti volte il Post-Graduation Work Permit canadese. (sbs.com.au)
Le conseguenze pratiche sono immediate. Un laureato che presenta una domanda familiare con partner e un figlio si trova ora a dover pagare oltre 8.000 AUD di tasse governative, senza contare visite mediche e assicurazioni. Molti studenti con visto studentesco in scadenza il 15 marzo hanno solo pochi giorni per trovare i fondi extra o rischiano di perdere lo status legale. Gli agenti educativi consigliano di pianificare attentamente il budget, anticipare test di inglese e controlli sanitari e, quando possibile, valutare percorsi sponsorizzati da datori di lavoro con costi governativi inferiori.
Sul lungo termine, gli osservatori prevedono che questo shock tariffario accelererà la transizione verso una migrazione “ad alta integrità e basata sulle competenze”. Se da un lato ciò potrebbe alleviare la pressione politica sull’elevato tasso di immigrazione netta in Australia, dall’altro rischia di compromettere un settore dell’istruzione internazionale che nel 2019 ha contribuito con 48 miliardi di AUD all’economia. Il comparto sta facendo pressione per un aumento graduale o esenzioni per le professioni più richieste, ma il governo non ha dato segnali di voler tornare indietro.
Fonte: SBS News
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L'Australia raddoppia la tassa per il visto Temporary Graduate (485) a 4.600 AUD dal 1° marzo 2026
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