
La Spagna ha silenziosamente costruito una macchina per il turismo congressuale che ora compete con Stati Uniti e Italia. I dati pubblicati il 4 marzo dall’International Congress and Convention Association (ICCA) confermano che la Spagna si è nuovamente classificata terza a livello mondiale per numero di congressi internazionali ospitati nel 2025, mentre Barcellona ha dominato la classifica delle città con 125.826 delegati.
Secondo lo Spain Convention Bureau, meeting e viaggi incentive hanno generato 14,296 miliardi di euro nell’economia spagnola lo scorso anno, con una possibile crescita a 15,4 miliardi nel 2026 se le attuali tendenze di prenotazione si manterranno.
La resilienza del settore è notevole: gli eventi di media dimensione (150-999 partecipanti) rappresentano ora la maggior parte della domanda, distribuendo i benefici oltre le tradizionali mete di punta. Sebbene Catalogna, Madrid e Andalusia attirino ancora il 60% degli eventi, ben 57 città spagnole compaiono nella classifica ICCA, offrendo a destinazioni di secondo livello come Málaga, Valencia e Bilbao un posto al tavolo globale del MICE. Le autorità locali rispondono con rapidi aggiornamenti delle strutture e incentivi per lo sviluppo di rotte aeree, puntando a un’occupazione tutto l’anno piuttosto che a picchi stagionali.
Per i responsabili dei viaggi aziendali i numeri sono fondamentali. L’aumento dei delegati si traduce in una riduzione delle disponibilità di camere d’albergo e in una pressione al rialzo sulle tariffe medie giornaliere nelle città gateway spagnole, soprattutto in occasione di grandi congressi come il Mobile World Congress (Barcellona) e il World Travel & Tourism Council Global Summit (Siviglia). Prenotazioni anticipate a blocchi e clausole di pricing dinamico stanno rapidamente diventando standard nei contratti con le sedi spagnole.
Il governo punta inoltre agli eventi business come parte della strategia ‘España Hub de Talento’. Gli organizzatori di congressi internazionali possono usufruire di procedure di visto accelerate con il programma “visado de visitante profesional”, mentre gli espositori provenienti da mercati extra-UE saranno i primi a testare la ‘corsia verde’ spagnola nell’implementazione del ritardato Sistema UE di Entrata/Uscita, previsto per il lancio a settembre 2026.
Guardando al futuro, gli analisti affermano che se la Spagna riuscirà ad aumentare la capacità dei posti sui treni ad alta velocità nelle principali tratte interurbane e a estendere il controllo Schengen 24 ore su 24 in più aeroporti regionali, potrebbe scalzare l’Italia e sfidare gli Stati Uniti per il secondo posto globale entro il 2027.
Secondo lo Spain Convention Bureau, meeting e viaggi incentive hanno generato 14,296 miliardi di euro nell’economia spagnola lo scorso anno, con una possibile crescita a 15,4 miliardi nel 2026 se le attuali tendenze di prenotazione si manterranno.
La resilienza del settore è notevole: gli eventi di media dimensione (150-999 partecipanti) rappresentano ora la maggior parte della domanda, distribuendo i benefici oltre le tradizionali mete di punta. Sebbene Catalogna, Madrid e Andalusia attirino ancora il 60% degli eventi, ben 57 città spagnole compaiono nella classifica ICCA, offrendo a destinazioni di secondo livello come Málaga, Valencia e Bilbao un posto al tavolo globale del MICE. Le autorità locali rispondono con rapidi aggiornamenti delle strutture e incentivi per lo sviluppo di rotte aeree, puntando a un’occupazione tutto l’anno piuttosto che a picchi stagionali.
Per i responsabili dei viaggi aziendali i numeri sono fondamentali. L’aumento dei delegati si traduce in una riduzione delle disponibilità di camere d’albergo e in una pressione al rialzo sulle tariffe medie giornaliere nelle città gateway spagnole, soprattutto in occasione di grandi congressi come il Mobile World Congress (Barcellona) e il World Travel & Tourism Council Global Summit (Siviglia). Prenotazioni anticipate a blocchi e clausole di pricing dinamico stanno rapidamente diventando standard nei contratti con le sedi spagnole.
Il governo punta inoltre agli eventi business come parte della strategia ‘España Hub de Talento’. Gli organizzatori di congressi internazionali possono usufruire di procedure di visto accelerate con il programma “visado de visitante profesional”, mentre gli espositori provenienti da mercati extra-UE saranno i primi a testare la ‘corsia verde’ spagnola nell’implementazione del ritardato Sistema UE di Entrata/Uscita, previsto per il lancio a settembre 2026.
Guardando al futuro, gli analisti affermano che se la Spagna riuscirà ad aumentare la capacità dei posti sui treni ad alta velocità nelle principali tratte interurbane e a estendere il controllo Schengen 24 ore su 24 in più aeroporti regionali, potrebbe scalzare l’Italia e sfidare gli Stati Uniti per il secondo posto globale entro il 2027.
Fonte: Spain Travel News
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