
Dal 1° marzo 2026, tutte le compagnie aeree che operano nei 46 aeroporti spagnoli gestiti da Aena pagheranno in media il 6,44% in più per passeggero, a seguito dell’adeguamento annuale deciso dall’operatore statale. L’aumento, confermato dalla Commissione Nazionale per i Mercati e la Concorrenza (CNMC), porta il Reddito Massimo Adjustato per Passeggero (IMAAJ) a 11,02 euro, rispetto ai 10,35 euro precedenti.
Mentre la Spagna aveva congelato o ridotto le tariffe per gran parte dell’ultimo decennio, Aena giustifica l’incremento con l’aumento dei costi energetici, del personale per la sicurezza e dei lavori di ampliamento a Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat. L’aumento non è uniforme: le tariffe per il parcheggio salgono del 12%, mentre quelle per piste, aree di handling e controlli di sicurezza aumentano di circa il 5%.
Iberia e Vueling hanno avvertito che l’aumento delle tariffe sarà inevitabilmente trasferito ai consumatori, aggiungendo circa 1,50-4 euro ai biglietti nazionali e fino a 8 euro per i voli a lungo raggio. La low-cost Ryanair ha definito il tempismo “insensibile” in un contesto di tensioni geopolitiche che stanno già facendo lievitare i supplementi carburante.
I responsabili dei viaggi aziendali prevedono un aumento del budget aereo nei punti vendita spagnoli dell’1-2% e consigliano alle aziende di verificare le tariffe base che includono i costi aeroportuali nascosti nelle “commissioni imposte dai vettori”.
La nuova tariffa inaugura la stagione 2026, ma anticipa anche il terzo Documento di Regolamentazione Aeroportuale (DORA III) per il periodo 2027-2031, per il quale Aena propone aumenti annuali del 3,8%. Le compagnie aeree, invece, chiedono una riduzione del 4,9%, citando debiti post-pandemia e oneri ambientali.
Consiglio pratico: gli acquirenti di viaggi dovrebbero aggiornare le previsioni di costo e rinegoziare le tariffe corporate a prezzo fisso basate sulle tariffe 2025. Prenotare in anticipo prima del 1° marzo non offre alcuna protezione: le tasse vengono ricalcolate al momento del viaggio, non della prenotazione.
Mentre la Spagna aveva congelato o ridotto le tariffe per gran parte dell’ultimo decennio, Aena giustifica l’incremento con l’aumento dei costi energetici, del personale per la sicurezza e dei lavori di ampliamento a Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat. L’aumento non è uniforme: le tariffe per il parcheggio salgono del 12%, mentre quelle per piste, aree di handling e controlli di sicurezza aumentano di circa il 5%.
Iberia e Vueling hanno avvertito che l’aumento delle tariffe sarà inevitabilmente trasferito ai consumatori, aggiungendo circa 1,50-4 euro ai biglietti nazionali e fino a 8 euro per i voli a lungo raggio. La low-cost Ryanair ha definito il tempismo “insensibile” in un contesto di tensioni geopolitiche che stanno già facendo lievitare i supplementi carburante.
I responsabili dei viaggi aziendali prevedono un aumento del budget aereo nei punti vendita spagnoli dell’1-2% e consigliano alle aziende di verificare le tariffe base che includono i costi aeroportuali nascosti nelle “commissioni imposte dai vettori”.
La nuova tariffa inaugura la stagione 2026, ma anticipa anche il terzo Documento di Regolamentazione Aeroportuale (DORA III) per il periodo 2027-2031, per il quale Aena propone aumenti annuali del 3,8%. Le compagnie aeree, invece, chiedono una riduzione del 4,9%, citando debiti post-pandemia e oneri ambientali.
Consiglio pratico: gli acquirenti di viaggi dovrebbero aggiornare le previsioni di costo e rinegoziare le tariffe corporate a prezzo fisso basate sulle tariffe 2025. Prenotare in anticipo prima del 1° marzo non offre alcuna protezione: le tasse vengono ricalcolate al momento del viaggio, non della prenotazione.
Fonte: Servimedia / NoticiasDe.es
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