
Il Consiglio dei Ministri spagnolo, nella seduta del 3 marzo, ha approvato e inviato al Parlamento il tanto atteso progetto di Statuto per i tirocini non lavorativi. Il disegno di legge, soprannominato “Statuto dei Tirocini”, traccia una netta linea giuridica tra tirocini formativi autentici e forme mascherate di lavoro, un’area grigia che ha a lungo complicato la pianificazione della mobilità internazionale per le multinazionali operanti in Spagna. Secondo il testo, tutti i tirocini legati a programmi universitari, qualifiche professionali o formazione per l’impiego pubblico devono essere formalizzati per iscritto tramite un accordo tripartito tra azienda, centro di formazione e tirocinante. Studenti stranieri e neolaureati beneficeranno di uno status di soggiorno più chiaro: se il tirocinio rispetta le nuove regole, rimane sotto il regime di soggiorno per studenti, mentre qualsiasi attività che sostituisca un lavoratore configura un rapporto di lavoro e deve seguire le procedure complete per il permesso di lavoro. Le principali tutele includono il rimborso obbligatorio delle spese, la supervisione congiunta accademica e aziendale, limiti massimi di durata e sanzioni che possono superare i 250.000 euro in caso di abusi. L’Ispettorato del Lavoro riceverà risorse aggiuntive per garantire il rispetto delle norme, una novità accolta con favore dai team HR globali che faticano a gestire un’applicazione disomogenea nelle 17 regioni spagnole. Per i datori di lavoro, lo Statuto offre certezza a lungo termine nella rotazione dei tirocinanti provenienti da uffici UE e di paesi terzi. Calendari dei tirocini, contributi previdenziali e indennità di alloggio potranno ora essere pianificati secondo un unico standard nazionale. Le università che ospitano programmi Erasmus+, Fulbright e altre coorti internazionali prevedono che il quadro normativo chiarito aumenterà l’attrattività della Spagna come meta formativa, alimentando ulteriormente il bacino di talenti laureati del Paese. Il governo auspica che l’approvazione parlamentare entro l’estate consenta l’entrata in vigore delle norme dal 1° settembre, in linea con l’anno accademico. Le aziende dovrebbero verificare i programmi di tirocinio in corso e futuri per assicurarsi che documentazione e retribuzione rispettino le nuove soglie, in particolare per i familiari digital nomad e i coniugi accompagnatori che spesso svolgono tirocini non retribuiti.
Fonte: La Moncloa
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