
I controllori del traffico aereo dell’aeroporto di Siviglia San Pablo hanno lanciato un avvertimento di sciopero che potrebbe bloccare tutti gli arrivi e le partenze se non verranno aumentati i livelli di personale. Il portavoce del sindacato, Pablo Gómez Junquera, ha dichiarato a *EFE* il 3 marzo che l’operatore privato della torre di controllo, Saerco, ha ridotto il numero di controllori da sedici a dieci dal momento del suo insediamento nel 2021. Un piano di emergenza è stato già attivato il 17 febbraio, quando non erano disponibili riserve di personale.
Lo sciopero, se confermato, coinciderebbe con la Settimana Santa, uno dei periodi di viaggio più intensi in Andalusia, sia per i pellegrini di svago sia per i dirigenti in visita. Oltre 140 multinazionali hanno sedi regionali nei parchi tecnologici Aerópolis e Cartuja di Siviglia; molte dipendono da voli diretti giornalieri verso le capitali europee. Un’interruzione prolungata potrebbe costringere a deviazioni via Málaga o Faro, aggiungendo due o tre ore ai tempi di viaggio da porta a porta.
Saerco sostiene che il proprio organico rispetta le normative di sicurezza e assicura che il servizio “è garantito”, ma USCA, il principale sindacato dei controllori, contesta che la carenza di personale violi le norme UE sul riposo previste dalla Direttiva sul tempo di lavoro. Se la mediazione fallisse, il Ministero dei Trasporti spagnolo dovrebbe stabilire livelli minimi di servizio — solitamente tra il 60 e l’80% dei voli programmati — ma anche cancellazioni limitate potrebbero avere ripercussioni sulle strette rotazioni degli aerei nella penisola iberica.
I team di gestione del rischio di viaggio dovrebbero iniziare a mappare collegamenti alternativi via treno o strada per il personale essenziale e monitorare i prossimi avvisi ai piloti (NOTAM). Le aziende con carichi di progetto in transito da Siviglia dovrebbero verificare le clausole di forza maggiore nei contratti, nel caso in cui le finestre di gestione subiscano variazioni.
La controversia riapre inoltre il dibattito sulla parziale liberalizzazione dei servizi di torre in Spagna, con i sindacati che sostengono come i contratti orientati al contenimento dei costi compromettano la resilienza, proprio mentre il Sistema di Entrata/Uscita dell’UE richiede un carico di lavoro aggiuntivo ai controllori per il traffico proveniente da paesi terzi.
Lo sciopero, se confermato, coinciderebbe con la Settimana Santa, uno dei periodi di viaggio più intensi in Andalusia, sia per i pellegrini di svago sia per i dirigenti in visita. Oltre 140 multinazionali hanno sedi regionali nei parchi tecnologici Aerópolis e Cartuja di Siviglia; molte dipendono da voli diretti giornalieri verso le capitali europee. Un’interruzione prolungata potrebbe costringere a deviazioni via Málaga o Faro, aggiungendo due o tre ore ai tempi di viaggio da porta a porta.
Saerco sostiene che il proprio organico rispetta le normative di sicurezza e assicura che il servizio “è garantito”, ma USCA, il principale sindacato dei controllori, contesta che la carenza di personale violi le norme UE sul riposo previste dalla Direttiva sul tempo di lavoro. Se la mediazione fallisse, il Ministero dei Trasporti spagnolo dovrebbe stabilire livelli minimi di servizio — solitamente tra il 60 e l’80% dei voli programmati — ma anche cancellazioni limitate potrebbero avere ripercussioni sulle strette rotazioni degli aerei nella penisola iberica.
I team di gestione del rischio di viaggio dovrebbero iniziare a mappare collegamenti alternativi via treno o strada per il personale essenziale e monitorare i prossimi avvisi ai piloti (NOTAM). Le aziende con carichi di progetto in transito da Siviglia dovrebbero verificare le clausole di forza maggiore nei contratti, nel caso in cui le finestre di gestione subiscano variazioni.
La controversia riapre inoltre il dibattito sulla parziale liberalizzazione dei servizi di torre in Spagna, con i sindacati che sostengono come i contratti orientati al contenimento dei costi compromettano la resilienza, proprio mentre il Sistema di Entrata/Uscita dell’UE richiede un carico di lavoro aggiuntivo ai controllori per il traffico proveniente da paesi terzi.
Fonte: La Razón
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