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Il boicottaggio canadese e i dazi di Trump colpiscono duramente il turismo transfrontaliero, costringendo la regione del Niagara a un cambio di strategia d’emergenza

mar 30, 2026
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Il boicottaggio canadese e i dazi di Trump colpiscono duramente il turismo transfrontaliero, costringendo la regione del Niagara a un cambio di strategia d’emergenza
Gli operatori del settore viaggi e ospitalità su entrambi i lati del fiume Niagara lanciano l’allarme dopo che le visite dei canadesi nello stato di New York sono crollate di oltre il 30% tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, secondo i dati di Statistics Canada evidenziati in un rapporto del 29 marzo di Travel and Tour World. Il calo drastico, attribuito principalmente ai dazi di ritorsione imposti dalla seconda amministrazione Trump e ai toni incendiari sull’annessione del Canada, ha cancellato circa 4,5 miliardi di dollari USA dall’economia turistica transfrontaliera. I negozi artigianali di Lewiston, i motel di Niagara Falls e il mercato alberghiero fuori stagione di Buffalo sono quelli maggiormente colpiti. I piccoli imprenditori intervistati parlano di un calo dei ricavi tra il 20 e il 30%, con conseguenti licenziamenti e riduzione delle ore lavorative. Destination Niagara USA ha spostato l’intero budget marketing 2026 dai visitatori giornalieri dell’Ontario verso i mercati interni “drive” in Pennsylvania e Ohio; inoltre, sta accelerando un progetto da 200 milioni di dollari canadesi per un centro eventi, con l’obiettivo di diversificare l’offerta e ridurre la dipendenza dal turismo commerciale di confine. Per i viaggiatori canadesi, l’effetto negativo è duplice: i dazi hanno aumentato il costo dei prodotti statunitensi e l’intensificarsi dei controlli da parte dell’Immigration and Customs Enforcement ha creato, alimentato dai social media, la percezione di un confine “ostile”. Anche il turismo sportivo, tradizionalmente un punto di forza, è in calo: gli albergatori locali segnalano meno prenotazioni da parte di canadesi per le partite dei Buffalo Bills. Gli effetti del boicottaggio si fanno sentire anche a nord del confine: i negozi duty-free in Ontario registrano cali di vendite fino all’80% e le agenzie di trasporto regionale stanno rivedendo le tratte degli autobus transfrontaliere. Gli analisti avvertono che, sebbene la retorica politica possa cambiare dopo le elezioni di mid-term USA di novembre 2026, la ricostruzione della fiducia dei viaggiatori potrebbe richiedere anni. I responsabili della mobilità globale dovrebbero considerare che i viaggi dei dipendenti nelle città di confine statunitensi ora richiedono una maggiore due diligence: tempi di controllo doganale incerti e la volatilità delle tariffe alberghiere all’ultimo minuto potrebbero compromettere visite in loco e incarichi a breve termine. Le aziende potrebbero trovare più economico e meno stressante organizzare riunioni interne dal lato canadese o in hub di paesi terzi, almeno finché le tensioni non si attenuano.
Fonte: Travel and Tour World

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