
L'Ufficio Legale della Repubblica di Cipro segnala un calo straordinario del 48% nei nuovi ricorsi al Tribunale Amministrativo per la Protezione Internazionale nel 2025, con 3.193 casi presentati rispetto ai 6.090 dell'anno precedente. Le contestazioni relative a detenzioni e deportazioni sono diminuite del 59% nello stesso periodo. Le statistiche, pubblicate il 31 marzo, offrono la prima chiara visione di come una strategia multifaccettata per ridurre l'arretrato — con pannelli giudiziari aggiuntivi, fascicoli digitali e procedure di intervista accelerate — abbia funzionato nella pratica.
Le autorità riferiscono che lo scorso anno il tribunale ha esaminato 3.130 ricorsi per asilo, concedendo lo status di rifugiato completo in soli 19 casi e la protezione sussidiaria in sei. Mentre i critici lamentano il basso tasso di approvazione, gli avvocati governativi sostengono che l'accelerazione delle procedure e le linee guida più rigorose sui paesi d’origine hanno scoraggiato le richieste “manifestamente infondate”.
I casi pendenti sono ora 6.390, in calo rispetto ai 6.590 all’inizio del 2025, mettendo Cipro sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo UE di risolvere le richieste entro una media di 12 mesi entro metà 2027. Per i datori di lavoro, i tempi di elaborazione più brevi offrono vantaggi concreti: i lavoratori stranieri le cui richieste vengono respinte ricevono decisioni definitive — e quindi chiarezza sul loro status legale — con mesi di anticipo, riducendo i rischi di non conformità HR. Al contrario, i richiedenti accolti possono entrare più rapidamente nel mercato del lavoro; da gennaio, i richiedenti asilo possono lavorare dopo sei mesi invece di nove, alleviando la carenza di personale in agricoltura, edilizia e assistenza.
Un’analisi dei richiedenti mostra che la Repubblica Democratica del Congo, la Siria, il Camerun e la Nigeria sono stati i principali paesi non considerati sicuri, mentre India, Egitto e Bangladesh hanno guidato tra i paesi considerati sicuri. Gli osservatori sottolineano che Cipro continua a gestire volumi elevati rispetto alla sua popolazione, ma i dati indicano che l’isola sta passando dalla gestione della crisi alla gestione della capacità.
I team di mobilità globale dovrebbero aggiornare le tempistiche per l’immigrazione a Cipro. Se prima i ricorsi si protraevano abitualmente oltre i due anni, ora gli avvocati prevedono decisioni di primo grado entro otto-dieci mesi e sentenze d’appello entro ulteriori sei mesi. Le aziende che sponsorizzano trasferimenti o nuove assunzioni dovrebbero prevedere risultati più rapidi — una buona notizia per i programmi di trasferimento, ma anche un promemoria che le permanenze irregolari saranno individuate più velocemente con l’introduzione del tracciamento digitale dei casi.
Le autorità riferiscono che lo scorso anno il tribunale ha esaminato 3.130 ricorsi per asilo, concedendo lo status di rifugiato completo in soli 19 casi e la protezione sussidiaria in sei. Mentre i critici lamentano il basso tasso di approvazione, gli avvocati governativi sostengono che l'accelerazione delle procedure e le linee guida più rigorose sui paesi d’origine hanno scoraggiato le richieste “manifestamente infondate”.
I casi pendenti sono ora 6.390, in calo rispetto ai 6.590 all’inizio del 2025, mettendo Cipro sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo UE di risolvere le richieste entro una media di 12 mesi entro metà 2027. Per i datori di lavoro, i tempi di elaborazione più brevi offrono vantaggi concreti: i lavoratori stranieri le cui richieste vengono respinte ricevono decisioni definitive — e quindi chiarezza sul loro status legale — con mesi di anticipo, riducendo i rischi di non conformità HR. Al contrario, i richiedenti accolti possono entrare più rapidamente nel mercato del lavoro; da gennaio, i richiedenti asilo possono lavorare dopo sei mesi invece di nove, alleviando la carenza di personale in agricoltura, edilizia e assistenza.
Un’analisi dei richiedenti mostra che la Repubblica Democratica del Congo, la Siria, il Camerun e la Nigeria sono stati i principali paesi non considerati sicuri, mentre India, Egitto e Bangladesh hanno guidato tra i paesi considerati sicuri. Gli osservatori sottolineano che Cipro continua a gestire volumi elevati rispetto alla sua popolazione, ma i dati indicano che l’isola sta passando dalla gestione della crisi alla gestione della capacità.
I team di mobilità globale dovrebbero aggiornare le tempistiche per l’immigrazione a Cipro. Se prima i ricorsi si protraevano abitualmente oltre i due anni, ora gli avvocati prevedono decisioni di primo grado entro otto-dieci mesi e sentenze d’appello entro ulteriori sei mesi. Le aziende che sponsorizzano trasferimenti o nuove assunzioni dovrebbero prevedere risultati più rapidi — una buona notizia per i programmi di trasferimento, ma anche un promemoria che le permanenze irregolari saranno individuate più velocemente con l’introduzione del tracciamento digitale dei casi.
Fonte: Cyprus Mail