
Dal 8 aprile 2026, il Ministero dell’Interno britannico aumenterà la tariffa per l’Electronic Travel Authorisation (ETA) da £16 a £20 (circa 23 €). Il club automobilistico austriaco ÖAMTC, che ha per primo segnalato la modifica, avverte che questo aumento fa parte di una tendenza più ampia verso sistemi di controllo alle frontiere basati su dati e a pagamento, che i viaggiatori d’affari non possono più ignorare. L’ETA è obbligatoria dal tardo 2025 per i cittadini UE e SEE esenti da visto, inclusi gli austriaci. Pur essendo valida per più soggiorni brevi nell’arco di due anni, l’autorizzazione deve essere ottenuta prima di imbarcarsi su qualsiasi volo, traghetto o servizio Eurostar diretto nel Regno Unito. Dagmar Redel, esperta di viaggi ÖAMTC, consiglia quindi ai responsabili dei viaggi aziendali di prevedere almeno 72 ore di anticipo — preferibilmente diverse settimane — nella pianificazione, poiché le compagnie aeree rifiuteranno l’imbarco se l’ETA del viaggiatore non è stata approvata. In pratica, le aziende austriache che inviano consulenti, ingegneri o team commerciali nel Regno Unito dovranno aggiornare le proprie politiche interne: i centri di costo dovranno assorbire la tariffa maggiorata e i viaggiatori dovranno compilare personalmente il modulo ETA, che include dichiarazioni di sicurezza non delegabili legalmente. Anche i reparti acquisti sono invitati a evitare siti non ufficiali che chiedono fino a 100 € per “assistenza”, spesso fornendo documenti non validi. Gli analisti di policy sottolineano che l’aumento britannico riflette tendenze simili altrove: gli Stati Uniti stanno aggiornando i questionari ESTA, il Canada sta rivedendo il suo eTA e l’UE lancerà entro l’anno il proprio sistema ETIAS per i visitatori extra-UE, aumentando la probabilità di aumenti reciproci delle tariffe. Per i titolari di passaporto austriaco che lavorano abitualmente in più giurisdizioni, i permessi digitali di ingresso stanno diventando una voce fissa e in crescita nei budget di mobilità. Anticipando i 4 £ extra per viaggiatore e rafforzando i controlli sui tempi, le aziende austriache possono ridurre al minimo i disagi. Non adeguarsi, invece, potrebbe significare viaggi dell’ultimo minuto — e affari redditizi — bloccati al banco del check-in.
Fonte: Heute.at
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