
Il Consiglio dei Ministri austriaco ha autorizzato il Ministero degli Esteri ad avviare negoziati con l’Uzbekistan per un regime reciproco di esenzione dal visto per i titolari di passaporti diplomatici biometrici. Secondo il verbale della 47ª riunione del governo, tenutasi l’8 aprile 2026, è stato approvato un progetto di accordo che esenterebbe i diplomatici e i loro familiari diretti dall’obbligo di visto C e D per missioni brevi e viaggi ufficiali. Questa iniziativa riflette la strategia di Vienna di rafforzare i legami con i mercati in rapida crescita dell’Asia centrale, semplificando al contempo la mobilità dei funzionari impegnati in diplomazia economica, cooperazione culturale e attività multilaterali.
Dall’apertura economica del 2017, l’Uzbekistan è diventato un interlocutore sempre più rilevante per l’Unione Europea su temi energetici, materie prime e sicurezza regionale. L’Austria ospita già l’OSCE con sede a Vienna e diverse agenzie ONU, istituzioni che dipendono fortemente dalla circolazione efficiente dei diplomatici accreditati. In pratica, l’accordo permetterà ai diplomatici uzbeki accreditati (e viceversa a quelli austriaci a Tashkent) di entrare, transitare e soggiornare nel paese partner fino a 90 giorni ogni 180 senza dover richiedere un visto Schengen per soggiorni brevi o un visto nazionale austriaco.
Poiché l’esenzione riguarda solo i passaporti diplomatici biometrici, non influirà sui titolari di passaporti ordinari o sui viaggiatori d’affari, ma eliminerà una serie di formalità per le delegazioni ufficiali, riducendo i tempi di elaborazione di circa tre-quattro settimane. I datori di lavoro che distaccano personale presso ambasciate o organizzazioni multilaterali in Austria devono considerare che anche i familiari dei titolari di passaporti diplomatici godranno dell’esenzione dal visto, pur dovendo ottenere permessi di soggiorno separati se intendono svolgere attività lavorative.
Il Ministero degli Esteri prevede di finalizzare il testo con la controparte uzbeka entro tre mesi; successivamente, l’accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Federale prima di entrare in vigore, probabilmente nel quarto trimestre del 2026. Per i responsabili della mobilità internazionale, questa evoluzione conferma la volontà dell’Austria di utilizzare facilitazioni mirate sui visti per rafforzare le relazioni bilaterali. Le aziende impegnate in progetti finanziati dall’UE in Asia centrale o che ospitano funzionari uzbeki per programmi di formazione a Vienna potranno beneficiare di una logistica più fluida una volta entrato in vigore l’accordo.
Dall’apertura economica del 2017, l’Uzbekistan è diventato un interlocutore sempre più rilevante per l’Unione Europea su temi energetici, materie prime e sicurezza regionale. L’Austria ospita già l’OSCE con sede a Vienna e diverse agenzie ONU, istituzioni che dipendono fortemente dalla circolazione efficiente dei diplomatici accreditati. In pratica, l’accordo permetterà ai diplomatici uzbeki accreditati (e viceversa a quelli austriaci a Tashkent) di entrare, transitare e soggiornare nel paese partner fino a 90 giorni ogni 180 senza dover richiedere un visto Schengen per soggiorni brevi o un visto nazionale austriaco.
Poiché l’esenzione riguarda solo i passaporti diplomatici biometrici, non influirà sui titolari di passaporti ordinari o sui viaggiatori d’affari, ma eliminerà una serie di formalità per le delegazioni ufficiali, riducendo i tempi di elaborazione di circa tre-quattro settimane. I datori di lavoro che distaccano personale presso ambasciate o organizzazioni multilaterali in Austria devono considerare che anche i familiari dei titolari di passaporti diplomatici godranno dell’esenzione dal visto, pur dovendo ottenere permessi di soggiorno separati se intendono svolgere attività lavorative.
Il Ministero degli Esteri prevede di finalizzare il testo con la controparte uzbeka entro tre mesi; successivamente, l’accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Federale prima di entrare in vigore, probabilmente nel quarto trimestre del 2026. Per i responsabili della mobilità internazionale, questa evoluzione conferma la volontà dell’Austria di utilizzare facilitazioni mirate sui visti per rafforzare le relazioni bilaterali. Le aziende impegnate in progetti finanziati dall’UE in Asia centrale o che ospitano funzionari uzbeki per programmi di formazione a Vienna potranno beneficiare di una logistica più fluida una volta entrato in vigore l’accordo.
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