
A pochi giorni dall’avvio della più grande regolarizzazione di massa nella storia della Spagna, il sindacato Comisiones Obreras (CCOO) ha annunciato uno sciopero a tempo indeterminato del personale degli uffici immigrazione a partire dal 20 aprile, proprio il giorno in cui inizieranno le domande. Solo cinque uffici provinciali di Extranjería sono ufficialmente incaricati di ricevere le nuove pratiche di amnistia, ma l’azione del CCOO coinvolgerà tutti gli Uffici Stranieri collegati alle delegazioni regionali del Ministero della Politica Territoriale. Il CCOO accusa il governo di ignorare la cronica carenza di personale: a fine 2025 risultavano già pendenti oltre 180.000 domande di residenza ordinaria, e il processo straordinario potrebbe aggiungere 750.000 pratiche in sole dieci settimane. Il sindacato chiede una revisione strutturale degli organici, l’armonizzazione delle retribuzioni, la creazione di turni continui per l’assistenza al pubblico e budget dedicati alla formazione. Se lo sciopero si concretizzerà, i richiedenti potranno comunque presentare le domande tramite gli sportelli della Sicurezza Sociale e di Correos (ufficio postale), ma l’iscrizione biometrica in presenza — essenziale per molti richiedenti alla prima domanda — potrebbe bloccarsi nei principali centri come Madrid, Barcellona e Valencia. Gli avvocati specializzati in immigrazione temono che la mancata partecipazione all’appuntamento biometrico possa far decadere la data di presentazione, compromettendo l’accesso al programma nei tempi stretti previsti. I datori di lavoro che intendono sponsorizzare nuovi permessi di lavoro o trasformare contratti irregolari in rapporti legali dovrebbero prevedere margini di tempo extra nei piani di mobilità e valutare l’uso delle domande con certificato digitale quando possibile. Il Ministero dell’Inclusione e della Migrazione ha dichiarato di essere al lavoro su misure d’emergenza, tra cui la riallocazione del personale dell’agenzia Tragsa e l’estensione degli orari degli uffici una volta terminato lo sciopero.
Fonte: El PAÍS
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