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La modifica delle regole del Home Office mette a rischio i viaggiatori con doppia cittadinanza di rimanere bloccati all'estero

apr 15, 2026
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La modifica delle regole del Home Office mette a rischio i viaggiatori con doppia cittadinanza di rimanere bloccati all'estero
Un avviso del Ministero dell’Interno, entrato in vigore il 25 febbraio 2026, sta cogliendo di sorpresa alcuni cittadini britannici con doppia nazionalità. La nuova norma impone a chiunque possieda la cittadinanza britannica di presentare un passaporto UK valido o un certificato di diritto nel passaporto straniero con cui intende viaggiare, prima che una compagnia aerea, un traghetto o un vettore ferroviario possa consentire l’imbarco verso il Regno Unito.

Azahara Cochrane de la Rosa, cittadina spagnolo-britannica, ha raccontato al Guardian il 14 aprile di temere ora di non poter rientrare in patria dopo aver viaggiato in Spagna con il suo passaporto spagnolo, come ha sempre fatto.

Con il regime “no permission, no travel”, i vettori rischiano pesanti multe se trasportano passeggeri privi della documentazione corretta. Di conseguenza, molte compagnie aeree hanno aggiornato i sistemi di check-in per rifiutare le carte d’imbarco che non corrispondono ai dati del passaporto UK per i cittadini con doppia nazionalità.

Le associazioni di settore segnalano che il cambiamento operativo è stato introdotto con scarso preavviso, lasciando il personale di front line a dover interpretare scenari complessi di nazionalità al gate di partenza.

La modifica delle regole del Home Office mette a rischio i viaggiatori con doppia cittadinanza di rimanere bloccati all'estero


Per i responsabili della mobilità internazionale, l’episodio è un monito: i dipendenti con doppia cittadinanza devono sempre viaggiare con il passaporto britannico quando rientrano nel Regno Unito, anche per brevi trasferte di lavoro in Europa. Chi ha lasciato scadere il passaporto UK può richiedere un certificato di diritto di soggiorno, ma i tempi di elaborazione sono attualmente di sei-otto settimane.

Le aziende che prenotano viaggi con passaporti non britannici rischiano costosi disagi dell’ultimo minuto, perciò i flussi di approvazione dei viaggi e gli strumenti di prenotazione online devono registrare esplicitamente lo status di doppia nazionalità e i dettagli del passaporto.

Gli esperti di immigrazione sottolineano inoltre che la norma si integra con la transizione del Regno Unito a un sistema di immigrazione completamente digitale. A partire da fine anno, i vettori effettueranno un controllo automatico di “Permission to Travel” (PTT) tramite il sistema Advance Passenger Information del governo prima di emettere le carte d’imbarco.

I cittadini con doppia nazionalità che non supereranno il controllo PTT saranno respinti molto prima di arrivare al gate.

Le aziende sono quindi invitate a verificare subito i profili dei viaggiatori e a garantire che i dati del passaporto britannico siano aggiornati nei sistemi globali di gestione dei viaggi.
Fonte: The Guardian

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