
Giovedì mattina, 16 aprile 2026, il Gruppo di Lavoro del Consiglio dell’UE per le questioni Schengen si è riunito a Bruxelles per esaminare come gli Stati membri stanno attuando le norme sempre più rigorose sulla sicurezza e migrazione nell’area senza frontiere. Al centro dell’attenzione c’era il Piano d’Azione rivisto della Repubblica Ceca, presentato a marzo, che illustra come Praga intende correggere le carenze emerse durante la missione di valutazione Schengen del 2024. Fonti vicine alla delegazione riferiscono che il piano ceco si concentra su quattro punti critici: migliorare la raccolta biometrica negli aeroporti minori e ai valichi stradali “green lane”; inasprire le sanzioni per i vettori che trasportano passeggeri con documenti insufficienti; integrare il flusso nazionale di Informazioni Avanzate sui Passeggeri (API) con il nuovo Sistema UE di Entrata/Uscita (EES) operativo; e ampliare i poteri di controllo della Polizia Straniera. I funzionari cechi hanno comunicato al Gruppo di Lavoro che la gara per i nuovi dispositivi e-gate negli aeroporti di Brno e Ostrava è stata pubblicata la scorsa settimana, mentre le modifiche legislative per aumentare le multe immediate agli operatori di autobus non conformi arriveranno alla Camera dei Deputati prima della pausa estiva. Questo confronto è cruciale per la mobilità aziendale, perché un giudizio positivo permetterà alla Repubblica Ceca di utilizzare i cosiddetti “piloti di semplificazione del visto” previsti dal nuovo Codice dei Visti UE. Questi piloti potrebbero consentire ai consolati cechi di rilasciare visti C multi-ingresso a viaggiatori d’affari affidabili in soli cinque giorni lavorativi, una corsia preferenziale molto attesa dalle multinazionali con hub regionali a Praga. Al contrario, se il Gruppo di Lavoro giudicherà i progressi insufficienti, la Repubblica Ceca potrebbe essere sottoposta a un monitoraggio rafforzato e perdere la flessibilità futura quando la Commissione introdurrà i visti Schengen quinquennali nel 2027. Gli stakeholder dovrebbero inoltre notare che il Piano d’Azione impegna Praga a pubblicare mensilmente le statistiche sulle rilevazioni di movimenti secondari al confine terrestre con la Germania. Con i controlli interni di Berlino in scadenza il 15 settembre 2026, dati trasparenti potrebbero essere decisivi per convincere la Germania a rimuovere i controlli che attualmente rallentano le catene di approvvigionamento transfrontaliere. Un documento scritto con gli esiti dell’incontro è atteso all’inizio della prossima settimana; i team di mobilità dovranno monitorare con attenzione i termini relativi all’“adeguatezza” e le eventuali scadenze successive, poiché determineranno la rapidità con cui i miglioramenti cechi si tradurranno in viaggi più veloci e prevedibili per dipendenti e assegnati.