
La neoeletta Presidente dell’Irlanda, Catherine Connolly, ha convocato il Consiglio di Stato il 20 aprile per una sessione d’emergenza di sei ore volta a esaminare la costituzionalità del Disegno di Legge sulla Protezione Internazionale 2026, fulcro della riforma governativa delle norme su asilo e immigrazione. La Presidente dovrà decidere entro il 22 aprile se firmare il disegno di legge o inviarlo alla Corte Suprema per un parere ai sensi dell’Articolo 26. La normativa recepisce ampiamente il Patto UE su Migrazione e Asilo e introduce procedure accelerate per le richieste manifestamente infondate, un permesso di soggiorno umanitario unico di tre anni e poteri ampliati per gli ufficiali dell’immigrazione di emettere ordini di espulsione immediata in porti e aeroporti. Le associazioni imprenditoriali accolgono favorevolmente procedure più chiare, mentre ONG e la Commissione irlandese per i Diritti Umani e l’Uguaglianza temono che i tempi accelerati possano compromettere le garanzie di equità e ostacolare le assunzioni da talenti internazionali. Se la Presidente rinvierà il disegno di legge e la Corte Suprema ne dichiarerà incostituzionale qualche parte, l’intero testo decadrebbe e il Governo dovrebbe ricominciare l’iter legislativo, generando incertezza per le aziende che pianificano trasferimenti di personale tramite il sistema di permessi per datori di lavoro affidabili. Al contrario, un giudizio favorevole blinderebbe la legge da future impugnazioni, offrendo maggiore sicurezza alle multinazionali nel nuovo quadro normativo. I team di mobilità dovranno monitorare l’annuncio della Presidente, rivedere i casi di buste paga o shadow payroll legati all’asilo e prepararsi ai nuovi documenti per il diritto al lavoro, qualora il disegno di legge venga confermato, con entrata in vigore prevista già dal terzo trimestre 2026.
Fonte: The Irish Times