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Marcia Trinazionale Basilea-Weil Condanna le Riforme sull’Asilo del GEAS UE

apr 23, 2026
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Marcia Trinazionale Basilea-Weil Condanna le Riforme sull’Asilo del GEAS UE
Circa 600 attivisti provenienti da Svizzera, Germania e Francia si sono radunati il 22 aprile al triangolo di confine Basel/Weil-am-Rhein per protestare contro la prossima riforma del Sistema Europeo Comune di Asilo (SECA) dell’UE. Due cortei — uno partito da Basilea, l’altro da Weil — hanno sfilato davanti al centro di detenzione Bässlergut, dove alcuni detenuti sono in sciopero della fame, per poi unirsi in un comizio comune al Rhinepark. Relatori del gruppo svizzero Pikett Asyl, della rete tedesca Aktion Bleiberecht e dell’ONG francese La Cimade hanno avvertito che il pacchetto SECA, in vigore dal 12 giugno 2026, normalizzerà procedure di frontiera simili alla detenzione e amplierà la lista dei “paesi terzi sicuri”, bloccando di fatto molte richieste di asilo. Hanno inoltre criticato la Svizzera per aver approvato regole più severe sui rimpatri secondo il regolamento di Dublino, nonostante non sia membro UE. Per i team di mobilità e ricollocamento le riforme sono rilevanti perché inaspriranno i controlli sui movimenti secondari all’interno dell’area Schengen. Dal momento dell’entrata in vigore delle nuove norme, i richiedenti asilo rimandati al primo paese UE di ingresso potranno essere trattenuti fino a due anni, complicando potenzialmente missioni umanitarie o programmi aziendali di talenti per rifugiati. Le aziende attive nella regione dell’Alto Reno devono prepararsi a un aumento dei controlli d’identità ai valichi normalmente aperti di Basilea–Weil e Basilea–Saint-Louis, mentre le autorità francesi e tedesche sperimentano procedure di screening conformi al SECA. I pendolari transfrontalieri — in particolare chi possiede passaporti non UE — dovrebbero portare con sé prova di residenza e impiego in Svizzera per evitare ritardi. Le autorità svizzere ribadiscono che le disposizioni di libera circolazione di Schengen restano valide, ma riconoscono che “controlli mirati e basati sul rischio” sono compatibili con la normativa UE. Intanto gli attivisti promettono di mantenere alta la pressione su Berna e Bruxelles, pianificando ulteriori manifestazioni a Strasburgo e Costanza prima dell’entrata in vigore a giugno.
Fonte: Untergrund Blättle

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