
L’ultimo rapporto di Statistica Canada, “Viaggi tra il Canada e altri paesi”, pubblicato il 23 aprile 2026, offre un quadro aggiornato della mobilità transfrontaliera prima della stagione estiva. Grazie ai nuovi dati integrati della Canada Border Services Agency (CBSA) raccolti con dispositivi portatili di nuova generazione, StatCan segnala che a febbraio i residenti canadesi hanno effettuato 3,3 milioni di viaggi di andata e ritorno all’estero, con un calo del 5,5% rispetto all’anno precedente, mentre gli ingressi di non residenti in Canada sono aumentati del 6,3%, raggiungendo 1,48 milioni.
Il dato principale: i viaggi in auto di breve durata e giornalieri verso gli Stati Uniti continuano a diminuire, registrando un calo del 12,5% su base annua e segnando il quattordicesimo mese consecutivo di contrazione. Gli analisti attribuiscono questo calo al deprezzamento del dollaro canadese, a restrizioni più rigide sulle esenzioni doganali negli Stati Uniti e a persistenti difficoltà al confine.
Al contrario, i viaggi oltreoceano dei canadesi sono aumentati del 6,8%, a testimonianza di una domanda accumulata per viaggi di piacere a lungo raggio e per il fenomeno del “work-cation”. Il traffico in entrata racconta una storia diversa: gli arrivi di residenti statunitensi sono cresciuti del 5,9%, trainati dagli attraversamenti in auto (+6,8%) e da un modesto aumento del 4,8% degli arrivi aerei. Gli arrivi da oltreoceano sono aumentati del 7,5%, con l’Asia – in particolare Cina, Taiwan e Corea del Sud – a guidare la ripresa dopo la normalizzazione graduale delle procedure di visto da parte di Ottawa.
I dati destagionalizzati mostrano un lieve aumento dell’1,6% dei viaggiatori canadesi in uscita rispetto al mese precedente, mentre i flussi in entrata dagli Stati Uniti e dall’Asia hanno registrato un leggero calo. Per i responsabili dei viaggi aziendali, i numeri confermano un mercato a due velocità: i team domestici che spostano personale verso gli Stati Uniti si trovano di fronte a una scarsa disponibilità di voli e alloggi, mentre i volumi di clienti e assegnati in arrivo – soprattutto dall’Asia – sono in crescita.
Le aziende dovrebbero monitorare le possibili limitazioni di capacità nei principali punti di ingresso, dove l’introduzione dei chioschi per l’ispezione primaria CBSA e dei dispositivi portatili potrebbe ridurre i tempi di attesa ma anche causare problemi iniziali. StatCan pubblicherà i dati di marzo il 21 maggio, offrendo la prima lettura sulla mobilità post-Pasqua e sulle reazioni preliminari all’eventuale aumento delle tariffe per i visti statunitensi. Fino ad allora, i dati di febbraio suggeriscono che il Canada resta una meta attraente per viaggi a corto raggio, anche se i canadesi stanno diventando più selettivi nelle loro escursioni di shopping oltre confine.
Il dato principale: i viaggi in auto di breve durata e giornalieri verso gli Stati Uniti continuano a diminuire, registrando un calo del 12,5% su base annua e segnando il quattordicesimo mese consecutivo di contrazione. Gli analisti attribuiscono questo calo al deprezzamento del dollaro canadese, a restrizioni più rigide sulle esenzioni doganali negli Stati Uniti e a persistenti difficoltà al confine.
Al contrario, i viaggi oltreoceano dei canadesi sono aumentati del 6,8%, a testimonianza di una domanda accumulata per viaggi di piacere a lungo raggio e per il fenomeno del “work-cation”. Il traffico in entrata racconta una storia diversa: gli arrivi di residenti statunitensi sono cresciuti del 5,9%, trainati dagli attraversamenti in auto (+6,8%) e da un modesto aumento del 4,8% degli arrivi aerei. Gli arrivi da oltreoceano sono aumentati del 7,5%, con l’Asia – in particolare Cina, Taiwan e Corea del Sud – a guidare la ripresa dopo la normalizzazione graduale delle procedure di visto da parte di Ottawa.
I dati destagionalizzati mostrano un lieve aumento dell’1,6% dei viaggiatori canadesi in uscita rispetto al mese precedente, mentre i flussi in entrata dagli Stati Uniti e dall’Asia hanno registrato un leggero calo. Per i responsabili dei viaggi aziendali, i numeri confermano un mercato a due velocità: i team domestici che spostano personale verso gli Stati Uniti si trovano di fronte a una scarsa disponibilità di voli e alloggi, mentre i volumi di clienti e assegnati in arrivo – soprattutto dall’Asia – sono in crescita.
Le aziende dovrebbero monitorare le possibili limitazioni di capacità nei principali punti di ingresso, dove l’introduzione dei chioschi per l’ispezione primaria CBSA e dei dispositivi portatili potrebbe ridurre i tempi di attesa ma anche causare problemi iniziali. StatCan pubblicherà i dati di marzo il 21 maggio, offrendo la prima lettura sulla mobilità post-Pasqua e sulle reazioni preliminari all’eventuale aumento delle tariffe per i visti statunitensi. Fino ad allora, i dati di febbraio suggeriscono che il Canada resta una meta attraente per viaggi a corto raggio, anche se i canadesi stanno diventando più selettivi nelle loro escursioni di shopping oltre confine.