
Dal 1° maggio 2026, tutte le ambasciate e i consolati belgi nel mondo adotteranno un nuovo tariffario per i visti, con un aumento del costo del visto Schengen per soggiorni brevi (tipo C) da 80 a 90 euro e del visto nazionale per soggiorni lunghi (tipo D) da 180 a 200 euro. I bambini tra i sei e i dodici anni pagheranno ora 45 euro invece di 40, mentre i minori di sei anni resteranno esenti. La revisione, pubblicata dal Servizio Pubblico Federale (FPS) Affari Esteri e confermata il 3 maggio da ObservAlgerie, allinea il Belgio alla fascia alta delle tariffe europee, in base alla formula di indicizzazione concordata nel 2024.
Altro aspetto rilevante per i team di mobilità aziendale è la progressiva scomparsa dei pagamenti in contanti. Decine di sedi ad alto volume, tra cui Tokyo, Nuova Delhi e Johannesburg, accettano ormai solo pagamenti elettronici e richiedono la prova dell’avvenuto pagamento prima di confermare l’appuntamento. La politica sarà estesa a tutta la rete entro dicembre 2026, secondo una circolare interna visionata dagli operatori del settore.
Le tariffe più alte peseranno sulle aziende che sponsorizzano regolarmente familiari a carico o che ruotano team di progetto. Una famiglia di quattro persone che si trasferisce a Bruxelles con permesso unico spenderà ora 630 euro solo per le tariffe base dei visti, senza contare il contributo federale per l’immigrazione (attualmente 217 euro per adulto) e eventuali sovrapprezzi regionali. I reparti HR sono invitati ad aggiornare i modelli di costo per il trasferimento e a anticipare le spese al personale che non dispone ancora di carte di credito aziendali.
La spinta verso l’eliminazione del contante si integra con la più ampia strategia digitale “by default” del Belgio. Le domande per i permessi di lavoro sono già migrate sul portale “Working in Belgium”; ora i richiedenti visto devono caricare le ricevute di pagamento nello stesso sistema, permettendo agli ufficiali consolari di pre-validare le pratiche e ridurre i tempi allo sportello.
Praticamente, i viaggiatori dovrebbero verificare in anticipo le opzioni di pagamento locali — alcune sedi accettano solo pagamenti SEPA o con carta in euro — e prevedere tempi supplementari nei mercati dove i trasferimenti in valuta estera possono richiedere diversi giorni.
Altro aspetto rilevante per i team di mobilità aziendale è la progressiva scomparsa dei pagamenti in contanti. Decine di sedi ad alto volume, tra cui Tokyo, Nuova Delhi e Johannesburg, accettano ormai solo pagamenti elettronici e richiedono la prova dell’avvenuto pagamento prima di confermare l’appuntamento. La politica sarà estesa a tutta la rete entro dicembre 2026, secondo una circolare interna visionata dagli operatori del settore.
Le tariffe più alte peseranno sulle aziende che sponsorizzano regolarmente familiari a carico o che ruotano team di progetto. Una famiglia di quattro persone che si trasferisce a Bruxelles con permesso unico spenderà ora 630 euro solo per le tariffe base dei visti, senza contare il contributo federale per l’immigrazione (attualmente 217 euro per adulto) e eventuali sovrapprezzi regionali. I reparti HR sono invitati ad aggiornare i modelli di costo per il trasferimento e a anticipare le spese al personale che non dispone ancora di carte di credito aziendali.
La spinta verso l’eliminazione del contante si integra con la più ampia strategia digitale “by default” del Belgio. Le domande per i permessi di lavoro sono già migrate sul portale “Working in Belgium”; ora i richiedenti visto devono caricare le ricevute di pagamento nello stesso sistema, permettendo agli ufficiali consolari di pre-validare le pratiche e ridurre i tempi allo sportello.
Praticamente, i viaggiatori dovrebbero verificare in anticipo le opzioni di pagamento locali — alcune sedi accettano solo pagamenti SEPA o con carta in euro — e prevedere tempi supplementari nei mercati dove i trasferimenti in valuta estera possono richiedere diversi giorni.
Fonte: ObservAlgerie
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