
La Regione di Bruxelles-Capitale in Belgio ha confermato che, a partire dal 4 maggio 2026, tutte le domande per il permesso di lavoro belga o il permesso unico dovranno essere presentate tramite una nuova piattaforma IT federale chiamata “One-Stop Counter”. La modifica, annunciata dall’Economia e Occupazione di Bruxelles e adottata anche dalle regioni fiamminga e vallona, segnerà la fine delle ultime procedure basate su documenti cartacei o email.
Fino ad ora, i datori di lavoro potevano ancora inviare moduli PDF alle unità regionali per l’immigrazione, lasciando agli ufficiali il compito di trascrivere manualmente i dati. Secondo l’amministrazione, il 40% dei rifiuti nel 2025 è stato causato da documenti incompleti o illeggibili. La nuova piattaforma obbliga i richiedenti a caricare dati strutturati e documenti obbligatori prima di poter inviare la domanda, eliminando errori comuni come passaporti mancanti o contratti non firmati.
Le autorità regionali continueranno a prendere la decisione finale, ma il sistema digitale gestirà ogni pratica attraverso un unico flusso di lavoro, offrendo ai team HR un cruscotto unico per monitorare lo stato in tempo reale. È prevista entro l’anno una funzionalità API che permetterà alle grandi multinazionali di trasferire dati direttamente dai loro sistemi HRIS.
Una fase di test soft-launch partirà il 27 aprile e le aziende sono invitate a creare in anticipo i propri ID digitali (eIDAS o Itsme). Le implicazioni pratiche sono immediate: le multinazionali con un alto numero di lavoratori a breve termine o pendolari, frequenti nel corridoio Benelux, dovranno formare il personale e aggiornare le checklist già questa settimana. Qualsiasi domanda inviata in PDF o via email dopo la mezzanotte del 3 maggio sarà automaticamente respinta, rischiando di compromettere le date di inizio delle assegnazioni.
I datori di lavoro devono inoltre rivedere le deleghe: solo i firmatari con un ID digitale belga potranno presentare le domande per conto dell’azienda. Per i responsabili della mobilità, il vantaggio sarà una gestione più rapida: si prevede che i tempi medi di decisione per un permesso di lavoro di tipo B standard scendano da 4-5 settimane a circa 15 giorni lavorativi, una volta smaltito l’arretrato.
La riforma fa parte di una strategia più ampia “digital-by-default” che porterà in futuro anche le estensioni dei permessi di soggiorno e i visti per ricongiungimento familiare sulla stessa piattaforma.
Fino ad ora, i datori di lavoro potevano ancora inviare moduli PDF alle unità regionali per l’immigrazione, lasciando agli ufficiali il compito di trascrivere manualmente i dati. Secondo l’amministrazione, il 40% dei rifiuti nel 2025 è stato causato da documenti incompleti o illeggibili. La nuova piattaforma obbliga i richiedenti a caricare dati strutturati e documenti obbligatori prima di poter inviare la domanda, eliminando errori comuni come passaporti mancanti o contratti non firmati.
Le autorità regionali continueranno a prendere la decisione finale, ma il sistema digitale gestirà ogni pratica attraverso un unico flusso di lavoro, offrendo ai team HR un cruscotto unico per monitorare lo stato in tempo reale. È prevista entro l’anno una funzionalità API che permetterà alle grandi multinazionali di trasferire dati direttamente dai loro sistemi HRIS.
Una fase di test soft-launch partirà il 27 aprile e le aziende sono invitate a creare in anticipo i propri ID digitali (eIDAS o Itsme). Le implicazioni pratiche sono immediate: le multinazionali con un alto numero di lavoratori a breve termine o pendolari, frequenti nel corridoio Benelux, dovranno formare il personale e aggiornare le checklist già questa settimana. Qualsiasi domanda inviata in PDF o via email dopo la mezzanotte del 3 maggio sarà automaticamente respinta, rischiando di compromettere le date di inizio delle assegnazioni.
I datori di lavoro devono inoltre rivedere le deleghe: solo i firmatari con un ID digitale belga potranno presentare le domande per conto dell’azienda. Per i responsabili della mobilità, il vantaggio sarà una gestione più rapida: si prevede che i tempi medi di decisione per un permesso di lavoro di tipo B standard scendano da 4-5 settimane a circa 15 giorni lavorativi, una volta smaltito l’arretrato.
La riforma fa parte di una strategia più ampia “digital-by-default” che porterà in futuro anche le estensioni dei permessi di soggiorno e i visti per ricongiungimento familiare sulla stessa piattaforma.
Fonte: Erickson Immigration Group
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