
Il Belgio ha compiuto un ulteriore passo nella riforma digitale dell’immigrazione, confermando che, a partire dal 1° maggio 2026, la maggior parte delle richieste di permessi di lavoro per pendolari e a breve termine dovranno essere presentate esclusivamente tramite il portale federale online “Working in Belgium”. La modifica, pubblicata il 21 aprile, sostituisce la prassi consolidata di inviare moduli PDF via email alle autorità regionali.
Secondo l’Ufficio Federale per l’Immigrazione, il portale offrirà una validazione in tempo reale dei campi obbligatori e segnalerà automaticamente eventuali allegati mancanti, riducendo il tasso di rigetto che ha caratterizzato le pratiche cartacee. Per i datori di lavoro, il cambiamento operativo più significativo sarà la necessità di ottenere un eID aziendale o un certificato digitale Itsme per ogni firmatario autorizzato prima di poter accedere al sistema.
In termini pratici, le grandi multinazionali prevedono meno colli di bottiglia, poiché i team HR di Anversa, Bruxelles e Gand potranno monitorare le domande simultaneamente, evitando di dover rincorrere aggiornamenti da tre diversi uffici regionali. I consulenti per l’immigrazione segnalano che i primi test indicano una riduzione dei tempi di elaborazione, da otto settimane a sole quattro per i permessi pendolari più semplici.
I cittadini stranieri dovranno inoltre adeguarsi ai nuovi standard per il caricamento dei documenti: le scansioni devono essere in PDF a colori, con dimensioni inferiori a 5 MB per file, e accompagnate da traduzioni giurate se gli originali non sono in olandese, francese o tedesco. Il sistema genererà automaticamente una ricevuta con codice QR che gli ufficiali di frontiera potranno scansionare per verificare che la domanda sia in corso di valutazione, utile per i lavoratori transfrontalieri che devono entrare in Belgio mentre il permesso è ancora in fase di esame.
Gli avvocati specializzati in immigrazione accolgono con favore la modernizzazione, ma avvertono che la data del 1° maggio lascia poco margine di errore. “Qualsiasi domanda inviata via email dopo le 23:59 del 30 aprile sarà semplicemente ignorata”, ha dichiarato un legale di Bruxelles a The Daily Mobility, invitando le aziende a verificare tutte le pratiche in corso entro questa settimana. Le autorità regionali hanno promesso un periodo di tolleranza di sette giorni per eventuali problemi tecnici, ma insistono sul fatto che non saranno più accettati fascicoli incompleti.
La mossa allinea il Belgio ai Paesi vicini, Paesi Bassi e Germania, che nel 2025 hanno digitalizzato la maggior parte dei processi di autorizzazione al lavoro. Per il personale mobile a livello globale e i team HR che li gestiscono, un unico canale per le domande e la visibilità immediata degli aggiornamenti dovrebbe tradursi in un onboarding più rapido e meno ritardi costosi nelle assegnazioni.
Secondo l’Ufficio Federale per l’Immigrazione, il portale offrirà una validazione in tempo reale dei campi obbligatori e segnalerà automaticamente eventuali allegati mancanti, riducendo il tasso di rigetto che ha caratterizzato le pratiche cartacee. Per i datori di lavoro, il cambiamento operativo più significativo sarà la necessità di ottenere un eID aziendale o un certificato digitale Itsme per ogni firmatario autorizzato prima di poter accedere al sistema.
In termini pratici, le grandi multinazionali prevedono meno colli di bottiglia, poiché i team HR di Anversa, Bruxelles e Gand potranno monitorare le domande simultaneamente, evitando di dover rincorrere aggiornamenti da tre diversi uffici regionali. I consulenti per l’immigrazione segnalano che i primi test indicano una riduzione dei tempi di elaborazione, da otto settimane a sole quattro per i permessi pendolari più semplici.
I cittadini stranieri dovranno inoltre adeguarsi ai nuovi standard per il caricamento dei documenti: le scansioni devono essere in PDF a colori, con dimensioni inferiori a 5 MB per file, e accompagnate da traduzioni giurate se gli originali non sono in olandese, francese o tedesco. Il sistema genererà automaticamente una ricevuta con codice QR che gli ufficiali di frontiera potranno scansionare per verificare che la domanda sia in corso di valutazione, utile per i lavoratori transfrontalieri che devono entrare in Belgio mentre il permesso è ancora in fase di esame.
Gli avvocati specializzati in immigrazione accolgono con favore la modernizzazione, ma avvertono che la data del 1° maggio lascia poco margine di errore. “Qualsiasi domanda inviata via email dopo le 23:59 del 30 aprile sarà semplicemente ignorata”, ha dichiarato un legale di Bruxelles a The Daily Mobility, invitando le aziende a verificare tutte le pratiche in corso entro questa settimana. Le autorità regionali hanno promesso un periodo di tolleranza di sette giorni per eventuali problemi tecnici, ma insistono sul fatto che non saranno più accettati fascicoli incompleti.
La mossa allinea il Belgio ai Paesi vicini, Paesi Bassi e Germania, che nel 2025 hanno digitalizzato la maggior parte dei processi di autorizzazione al lavoro. Per il personale mobile a livello globale e i team HR che li gestiscono, un unico canale per le domande e la visibilità immediata degli aggiornamenti dovrebbe tradursi in un onboarding più rapido e meno ritardi costosi nelle assegnazioni.
Fonte: Y-Axis News
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Belgio.Di più da Belgio
Visualizza tutto
L'aeroporto di Bruxelles firma un accordo transatlantico per il trasporto farmaceutico con United Airlines e partner della Virginia
CAE valuta la chiusura del centro di addestramento piloti di Bruxelles, a rischio 22 posti di lavoro