
Dal 1° giugno 2026, i passeggeri internazionali in transito attraverso Delhi, Mumbai, Bengaluru e Hyderabad dovranno utilizzare DigiYatra, il sistema di imbarco basato sul riconoscimento facciale dell’India, per superare i controlli di sicurezza durante il transito. Annunciato dal Ministero dell’Aviazione Civile come progetto pilota “hub-and-spoke”, questo rappresenta il primo caso in cui DigiYatra diventa obbligatorio e non più facoltativo.
Secondo il nuovo sistema, i viaggiatori devono caricare un selfie verificato tramite Aadhaar e la carta d’imbarco sull’app DigiYatra almeno 48 ore prima della partenza. All’arrivo in uno dei quattro hub, le telecamere agli e-gate confrontano l’immagine in tempo reale con il modello crittografato memorizzato nel cloud DigiYatra, consentendo l’accesso diretto al corridoio di transito internazionale senza dover riscanare la carta d’imbarco cartacea. L’Autorità Aeroportuale dell’India stima che la corsia biometrica riduca i tempi di transito tipici di 12-18 minuti al Terminal 3 di Delhi.
Le compagnie aeree stanno adeguando i propri processi: IndiGo, Air India e Vistara hanno aggiornato le email pre-partenza per sottolineare la registrazione obbligatoria, mentre vettori internazionali come Emirates e Lufthansa hanno diffuso bollettini operativi per il personale a terra. La mancata registrazione comporta ora un flusso manuale di eccezione con controlli secondari e possibili disconnessioni, un rischio significativo soprattutto per i collegamenti domestici-internazionali con tempi stretti di 90 minuti.
I gruppi per la tutela della privacy, guidati dall’Internet Freedom Foundation, criticano l’introduzione obbligatoria per l’assenza di un quadro normativo specifico sulla protezione dei dati. In risposta, il Ministero ha ribadito che i modelli facciali vengono cancellati entro 24 ore dalla partenza del volo e che il programma è regolato dal Digital Personal Data Protection Act del 2025. Entro fine anno sarà pubblicato un meccanismo formale di audit, comprensivo di test di penetrazione a sorpresa.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, l’azione immediata è l’educazione dei viaggiatori: le aziende dovrebbero integrare la registrazione DigiYatra nei flussi di approvazione pre-viaggio e aggiornare le policy sui dispositivi mobili accettati. Le multinazionali che organizzano trasferte di gruppo dovrebbero pianificare sessioni di registrazione in loco, poiché i telefoni aziendali con VPN potrebbero bloccare l’app.
Sebbene il progetto pilota riguardi attualmente solo quattro hub, la roadmap ministeriale punta a una copertura nazionale entro il 2027, segnalando che l’identificazione biometrica diventerà la modalità standard per tutti i trasferimenti internazionali in India.
Secondo il nuovo sistema, i viaggiatori devono caricare un selfie verificato tramite Aadhaar e la carta d’imbarco sull’app DigiYatra almeno 48 ore prima della partenza. All’arrivo in uno dei quattro hub, le telecamere agli e-gate confrontano l’immagine in tempo reale con il modello crittografato memorizzato nel cloud DigiYatra, consentendo l’accesso diretto al corridoio di transito internazionale senza dover riscanare la carta d’imbarco cartacea. L’Autorità Aeroportuale dell’India stima che la corsia biometrica riduca i tempi di transito tipici di 12-18 minuti al Terminal 3 di Delhi.
Le compagnie aeree stanno adeguando i propri processi: IndiGo, Air India e Vistara hanno aggiornato le email pre-partenza per sottolineare la registrazione obbligatoria, mentre vettori internazionali come Emirates e Lufthansa hanno diffuso bollettini operativi per il personale a terra. La mancata registrazione comporta ora un flusso manuale di eccezione con controlli secondari e possibili disconnessioni, un rischio significativo soprattutto per i collegamenti domestici-internazionali con tempi stretti di 90 minuti.
I gruppi per la tutela della privacy, guidati dall’Internet Freedom Foundation, criticano l’introduzione obbligatoria per l’assenza di un quadro normativo specifico sulla protezione dei dati. In risposta, il Ministero ha ribadito che i modelli facciali vengono cancellati entro 24 ore dalla partenza del volo e che il programma è regolato dal Digital Personal Data Protection Act del 2025. Entro fine anno sarà pubblicato un meccanismo formale di audit, comprensivo di test di penetrazione a sorpresa.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, l’azione immediata è l’educazione dei viaggiatori: le aziende dovrebbero integrare la registrazione DigiYatra nei flussi di approvazione pre-viaggio e aggiornare le policy sui dispositivi mobili accettati. Le multinazionali che organizzano trasferte di gruppo dovrebbero pianificare sessioni di registrazione in loco, poiché i telefoni aziendali con VPN potrebbero bloccare l’app.
Sebbene il progetto pilota riguardi attualmente solo quattro hub, la roadmap ministeriale punta a una copertura nazionale entro il 2027, segnalando che l’identificazione biometrica diventerà la modalità standard per tutti i trasferimenti internazionali in India.
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