
Nel suo ultimo rapporto sul mercato del lavoro del 29 maggio, Andrea Nahles, direttrice dell'Agenzia Federale per l'Impiego (BA), ha lanciato un messaggio chiaro: il lieve rallentamento economico in Germania ha ridotto le offerte di lavoro, ma non ha risolto la carenza strutturale di talenti. Il numero di professioni ufficialmente classificate come “professioni in sofferenza” è sceso solo leggermente, da 163 a 157, e senza un’immigrazione costante “molti ospedali, case di cura e compagnie di trasporto regionale faticherebbero a restare operativi”, ha dichiarato Nahles ai giornalisti.
Il settore sanitario è emblematico: negli ultimi dodici mesi l’occupazione di cittadini tedeschi nel settore infermieristico è diminuita di 5.000 unità, mentre quella di cittadini stranieri è aumentata di 46.000. Dinamiche simili si riscontrano nei settori dell’elettricità, della lavorazione dei metalli e delle tecnologie per il clima, settori chiave per la transizione verde dell’industria tedesca. Nahles ha sottolineato che le recenti riforme della legge sull’immigrazione qualificata, tra cui il sistema a punti della ‘Opportunity Card’ e requisiti linguistici più flessibili per le professioni in carenza, sono “indispensabili” per evitare un aumento dei tempi di vacanza delle posizioni una volta che l’economia riprenderà.
Per i team di mobilità globale, questo commento è rilevante. In primo luogo, le domande per le Blue Card e i visti accelerati §81a per infermieri e fisioterapisti continueranno a essere una priorità per le missioni estere e le autorità per gli stranieri. In secondo luogo, gli investitori che pianificano di espandere le attività in Germania non devono aspettarsi un improvviso surplus di talenti nazionali. Infine, le aziende che chiedono una riduzione delle soglie salariali per le Blue Card UE hanno nuovi dati della BA a supporto delle loro richieste, soprattutto nelle regioni dove i salari medi sono inferiori alla media nazionale.
Nahles ha inoltre evidenziato un imminente “baratro demografico”: ogni anno fino al 2035 andranno in pensione 1,3 milioni di lavoratori tedeschi, mentre solo 950.000 giovani lasceranno la scuola per entrare nel mercato del lavoro. Anche con il pieno coinvolgimento delle risorse interne – lavoratori anziani, donne, rifugiati – sarà necessaria un’immigrazione netta di circa 400.000 persone all’anno per stabilizzare l’offerta di lavoro.
I dati della BA alimenteranno probabilmente il dibattito al Bundestag sulla Fase 3 della legge sull’immigrazione qualificata, prevista per questo autunno, che potrebbe ampliare le possibilità di cambio di status per i laureati stranieri già presenti in Germania con visti a breve termine.
Il settore sanitario è emblematico: negli ultimi dodici mesi l’occupazione di cittadini tedeschi nel settore infermieristico è diminuita di 5.000 unità, mentre quella di cittadini stranieri è aumentata di 46.000. Dinamiche simili si riscontrano nei settori dell’elettricità, della lavorazione dei metalli e delle tecnologie per il clima, settori chiave per la transizione verde dell’industria tedesca. Nahles ha sottolineato che le recenti riforme della legge sull’immigrazione qualificata, tra cui il sistema a punti della ‘Opportunity Card’ e requisiti linguistici più flessibili per le professioni in carenza, sono “indispensabili” per evitare un aumento dei tempi di vacanza delle posizioni una volta che l’economia riprenderà.
Per i team di mobilità globale, questo commento è rilevante. In primo luogo, le domande per le Blue Card e i visti accelerati §81a per infermieri e fisioterapisti continueranno a essere una priorità per le missioni estere e le autorità per gli stranieri. In secondo luogo, gli investitori che pianificano di espandere le attività in Germania non devono aspettarsi un improvviso surplus di talenti nazionali. Infine, le aziende che chiedono una riduzione delle soglie salariali per le Blue Card UE hanno nuovi dati della BA a supporto delle loro richieste, soprattutto nelle regioni dove i salari medi sono inferiori alla media nazionale.
Nahles ha inoltre evidenziato un imminente “baratro demografico”: ogni anno fino al 2035 andranno in pensione 1,3 milioni di lavoratori tedeschi, mentre solo 950.000 giovani lasceranno la scuola per entrare nel mercato del lavoro. Anche con il pieno coinvolgimento delle risorse interne – lavoratori anziani, donne, rifugiati – sarà necessaria un’immigrazione netta di circa 400.000 persone all’anno per stabilizzare l’offerta di lavoro.
I dati della BA alimenteranno probabilmente il dibattito al Bundestag sulla Fase 3 della legge sull’immigrazione qualificata, prevista per questo autunno, che potrebbe ampliare le possibilità di cambio di status per i laureati stranieri già presenti in Germania con visti a breve termine.
Fonte: Reuters via Onvista