
Nuove statistiche del Ministero della Giustizia, pubblicate l’11 giugno, mostrano che il numero di ricorsi in materia di asilo in attesa di una decisione del tribunale è salito a un livello senza precedenti: 87.450, più di sette volte superiore rispetto a dieci anni fa. I dati rivelano che, sebbene il Home Office abbia ridotto l’arretrato delle decisioni iniziali sull’asilo, il numero di persone che contestano i rifiuti è aumentato drasticamente, creando un collo di bottiglia di secondo livello nel sistema migratorio. I tempi medi di attesa per una decisione sul ricorso sono ora di 67 settimane, rispetto alle 54 settimane di un anno fa. Anche i tassi di successo sono leggermente diminuiti: nel primo trimestre del 2026, il 40% degli appellanti ha ottenuto ragione, contro il 43% del 2025. Questi dati evidenziano la pressione giudiziaria crescente mentre i ministri cercano di porre fine alla costosa pratica di ospitare richiedenti asilo in hotel prima delle prossime elezioni. Per le autorità locali e le aziende che forniscono alloggi o servizi di supporto, la crescente coda di ricorsi complica la pianificazione e la gestione del budget, poiché le persone non possono lavorare legalmente finché i loro casi non sono risolti, ma devono comunque essere ospitate. Anche i datori di lavoro che si affidano al percorso Skilled Worker dovrebbero considerare che le risorse giudiziarie sono sempre più destinate ai casi di asilo, un fattore che, secondo gli esperti di migrazione, sta allungando i tempi di attesa per alcuni ricorsi relativi ai visti di lavoro. In risposta, il governo ha confermato che ad agosto aprirà un organismo indipendente per i ricorsi in materia di asilo, una sorta di camera specializzata a processo rapido, con l’obiettivo di risolvere tutti i casi entro 24 settimane. I critici dubitano che questo calendario sia realistico, viste le difficoltà di reclutamento di giudici per l’immigrazione e interpreti. Le associazioni per i rifugiati sostengono che senza riforme più ampie, inclusa una consulenza legale precoce e una migliore qualità delle decisioni iniziali, l’arretrato tornerà a crescere. Tuttavia, la pubblicazione offre ai datori di lavoro una rara visibilità sugli effetti a valle della politica sull’asilo e probabilmente influenzerà le valutazioni del rischio aziendale in termini di esposizione reputazionale, soprattutto nei settori che impiegano un gran numero di lavoratori in subappalto con status migratorio incerto.
Fonte: ITV News
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