
Un’impennata del turismo naturalistico sta mettendo sotto pressione gli fragili ecosistemi costieri e dei parchi naturali di Hong Kong, rivelando al contempo lacune nell’applicazione delle norme sul regime dei visti della città, secondo un’inchiesta pubblicata questa mattina dal South China Morning Post. Durante la recente “settimana d’oro” del Primo Maggio, oltre 500 tende hanno occupato la remota spiaggia di Ham Tin Wan a Sai Kung; alcune sono state montate da guide cinesi continentali che hanno ammesso ai giornalisti di condurre tour commerciali pur essendo in possesso solo di visti turistici. L’articolo racconta di campeggiatori che cucinavano hotpot su fornelli usa e getta, intasavano l’unico lavandino pubblico con avanzi di cibo e lasciavano le tende montate per gruppi consecutivi di turisti. Le ONG per la conservazione avvertono che un “ecoturismo” non regolamentato rischia di trasformarsi in turismo di massa mascherato, degradando sentieri e habitat che l’Ente del Turismo di Hong Kong sta promuovendo con forza da quando i confini sono stati completamente riaperti lo scorso anno. Secondo l’Ordinanza sull’Immigrazione di Hong Kong, guidare tour a pagamento senza un visto di lavoro è illegale. Tuttavia, addetti ai lavori segnalano che il basso rischio di controlli, unito alla domanda repressa post-pandemia e al marketing sui social media delle piattaforme cinesi, sta alimentando un mercato grigio di tour notturni a prezzi stracciati. Un operatore di Shenzhen citato dal quotidiano propone un pacchetto di due giorni a 888 yuan (131 dollari USA), sottoquotando le agenzie locali autorizzate. Gli analisti politici suggeriscono al governo di agire rapidamente per (1) richiedere permessi anticipati per gruppi numerosi di campeggiatori, (2) intensificare i controlli a sorpresa sulle spiagge e agli ingressi dei sentieri nei parchi durante i periodi di punta, e (3) rivedere le sanzioni per il superamento del visto in caso di recidiva. Nel frattempo, le agenzie di turismo avventuroso legittime temono danni alla reputazione e chiedono indicazioni più chiare affinché l’ecoturismo sostenibile possa crescere senza compromettere i paesaggi che i turisti desiderano ammirare.
Fonte: South China Morning Post
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