
In una rara nota di “décryptage” pubblicata il 12 giugno 2026, il Conseil d’État francese—la massima corte amministrativa del Paese—ha illustrato come il potere giudiziario e l’esecutivo collaboreranno per recepire il Patto UE su Migrazione e Asilo. Il documento consultivo conferma che il Governo farà affidamento su ordinanze d’urgenza ai sensi dell’articolo 38 della Costituzione, un meccanismo che la corte ha approvato ma anche criticato per il rischio di avvicinarsi troppo alla scadenza fissata dall’UE per l’applicazione. Il Conseil d’État evidenzia diverse incompatibilità tra la normativa francese attuale e i regolamenti UE direttamente applicabili, in particolare i termini abbreviati per i ricorsi contro i dinieghi nelle procedure di frontiera e le norme sulla detenzione durante il pre-screening. Raccomanda al Ministero dell’Interno di emanare immediatamente una circolare ai servizi sul territorio, specificando quali disposizioni del CESEDA debbano essere disapplicate da subito. I tribunali amministrativi e la Corte Nazionale del Diritto d’Asilo (CNDA) hanno già ricevuto aggiornamenti software e formazione per gestire i ricorsi entro il nuovo termine massimo di 12 settimane. Per le aziende, la nota è rilevante perché la certezza giuridica sui termini di ricorso influisce sulla possibilità di distaccare all’estero un dipendente con domanda d’asilo in corso o di stipulare con lui un contratto a lungo termine in Francia. I responsabili della mobilità dovranno quindi monitorare le prossime ordinanze che codificheranno le indicazioni della corte. Il Conseil fa inoltre riferimento a otto decreti adottati dal 3 giugno che, tra l’altro, modificano le procedure di colloquio OFPRA e adeguano i termini per i ricorsi contro gli ordini di allontanamento—dettagli tecnici importanti che possono incidere sulle conversioni dei permessi di lavoro. Gli operatori si aspettano un’ondata di contenziosi test nei prossimi mesi, soprattutto riguardo all’interazione tra la nuova procedura di frontiera e la garanzia costituzionale francese del diritto a un ricorso effettivo. Il Conseil d’État si dichiara pronto, sottolineando che sono state istituite sezioni speciali per garantire un’interpretazione giurisprudenziale uniforme su tutto il territorio nazionale.
Fonte: Conseil d’État
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