
Il Comitato di Supervisione Coordinata (CSC) del Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB) è diventato, dal 12 giugno, l’unica autorità di controllo per Eurodac, il database delle impronte digitali che supporta il sistema di asilo dell’UE. Fino ad ora, la supervisione era divisa tra le autorità nazionali per la protezione dei dati e il Garante Europeo per la Protezione dei Dati. Dal punto di vista francese, questo cambiamento significa che la CNIL parteciperà al CSC contribuendo a definire le priorità comuni di audit, invece di effettuare ispezioni limitate alla Francia. Il CSC potrà emanare linee guida direttamente applicabili a Parigi, Marsiglia o al nuovo centro di procedure di frontiera di Bardonnex, vicino a Ginevra.
Perché è importante per la mobilità aziendale? Innanzitutto, Eurodac viene sempre più consultato quando le autorità verificano se un lavoratore straniero ha già richiesto asilo in un altro paese europeo. Un quadro di supervisione più armonizzato dovrebbe ridurre il rischio di discrepanze che possono rallentare l’approvazione dei permessi di lavoro. In secondo luogo, questa evoluzione indica come l’UE intenda gestire il crescente numero di sistemi IT su larga scala (EES, ETIAS, ECRIS-TCN). Le aziende che trattano dati biometrici dei viaggiatori devono prepararsi a protocolli di audit paneuropei, anziché a 27 diversi.
I responsabili della protezione dei dati nelle multinazionali che collaborano con le agenzie migratorie francesi devono aspettarsi che la CNIL allinei le sue posizioni alle indicazioni del CSC, in particolare su tempi di conservazione e monitoraggio degli accessi. L’EDPB annuncia che il primo piano di ispezione coordinata sarà definito a ottobre. Sebbene le aziende private non alimentino direttamente Eurodac, vettori e fornitori di servizi per i visti interagiscono sempre più con sistemi collegati a Eurodac. I team compliance lungimiranti dovrebbero seguire i verbali del CSC—ora pubblicati in inglese e francese—per anticipare futuri requisiti tecnici e contrattuali.
Perché è importante per la mobilità aziendale? Innanzitutto, Eurodac viene sempre più consultato quando le autorità verificano se un lavoratore straniero ha già richiesto asilo in un altro paese europeo. Un quadro di supervisione più armonizzato dovrebbe ridurre il rischio di discrepanze che possono rallentare l’approvazione dei permessi di lavoro. In secondo luogo, questa evoluzione indica come l’UE intenda gestire il crescente numero di sistemi IT su larga scala (EES, ETIAS, ECRIS-TCN). Le aziende che trattano dati biometrici dei viaggiatori devono prepararsi a protocolli di audit paneuropei, anziché a 27 diversi.
I responsabili della protezione dei dati nelle multinazionali che collaborano con le agenzie migratorie francesi devono aspettarsi che la CNIL allinei le sue posizioni alle indicazioni del CSC, in particolare su tempi di conservazione e monitoraggio degli accessi. L’EDPB annuncia che il primo piano di ispezione coordinata sarà definito a ottobre. Sebbene le aziende private non alimentino direttamente Eurodac, vettori e fornitori di servizi per i visti interagiscono sempre più con sistemi collegati a Eurodac. I team compliance lungimiranti dovrebbero seguire i verbali del CSC—ora pubblicati in inglese e francese—per anticipare futuri requisiti tecnici e contrattuali.
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