
Il Ministero dell’Interno ha trasferito tutti i richiedenti asilo dall’hotel Bell di Epping dopo mesi di agitazioni da parte dell’estrema destra e preoccupazioni per la sicurezza, culminati in un’evacuazione notturna l’11 giugno. I leader del consiglio locale hanno confermato venerdì che il dipartimento ha terminato il contratto di alloggio e cesserà l’utilizzo dell’hotel da 50 camere a partire dall’11 luglio.
L’hotel Bell era diventato un punto critico la scorsa estate, quando un richiedente asilo afghano ospitato lì è stato arrestato per aggressione sessuale ai danni di due residenti locali. Video di folle arrabbiate davanti alla struttura sono stati diffusi da influencer estremisti, scatenando “tour di protesta” in tutta la nazione presso altri hotel per richiedenti asilo. La polizia è intervenuta in diversi episodi di violenza e gli agenti sono rimasti sul posto 24 ore su 24.
Le ispezioni antincendio di maggio hanno rilevato numerosi pericoli, tra cui uscite bloccate e allarmi difettosi, fornendo alle autorità la base legale per trasferire i residenti in strutture alternative non divulgate.
I sostenitori dei diritti dei rifugiati hanno accolto con favore la decisione di spostare persone vulnerabili da un “ambiente intimidatorio”, ma hanno avvertito che trasferimenti su larga scala rischiano di ripetere il ciclo di disordini, a meno che il governo non riduca la dipendenza da contratti alberghieri temporanei.
Per le aziende che trasferiscono personale all’estero, l’episodio rappresenta un ulteriore monito sulla volatilità politica legata agli alloggi per richiedenti asilo nel Regno Unito. I consulenti che assistono multinazionali sulle responsabilità di tutela segnalano che le famiglie espatriate vicino ai vecchi siti alberghieri potrebbero necessitare di aggiornamenti sulle misure di sicurezza.
Nel frattempo, il settore dell’ospitalità teme perdite di fatturato con la chiusura di altri hotel da parte del Ministero dell’Interno — si vocifera di 11 chiusure il prossimo mese — proprio all’inizio della stagione estiva di punta.
I ministri assicurano di accelerare la transizione verso grandi centri di accoglienza esterni e basi militari ristrutturate, ma autorità locali e associazioni di categoria lamentano l’assenza di tempistiche precise.
Le aziende attive nella gestione di strutture o nei contratti di housing privato dovrebbero monitorare i portali di appalti per cogliere rapidamente nuove opportunità di gara.
L’hotel Bell era diventato un punto critico la scorsa estate, quando un richiedente asilo afghano ospitato lì è stato arrestato per aggressione sessuale ai danni di due residenti locali. Video di folle arrabbiate davanti alla struttura sono stati diffusi da influencer estremisti, scatenando “tour di protesta” in tutta la nazione presso altri hotel per richiedenti asilo. La polizia è intervenuta in diversi episodi di violenza e gli agenti sono rimasti sul posto 24 ore su 24.
Le ispezioni antincendio di maggio hanno rilevato numerosi pericoli, tra cui uscite bloccate e allarmi difettosi, fornendo alle autorità la base legale per trasferire i residenti in strutture alternative non divulgate.
I sostenitori dei diritti dei rifugiati hanno accolto con favore la decisione di spostare persone vulnerabili da un “ambiente intimidatorio”, ma hanno avvertito che trasferimenti su larga scala rischiano di ripetere il ciclo di disordini, a meno che il governo non riduca la dipendenza da contratti alberghieri temporanei.
Per le aziende che trasferiscono personale all’estero, l’episodio rappresenta un ulteriore monito sulla volatilità politica legata agli alloggi per richiedenti asilo nel Regno Unito. I consulenti che assistono multinazionali sulle responsabilità di tutela segnalano che le famiglie espatriate vicino ai vecchi siti alberghieri potrebbero necessitare di aggiornamenti sulle misure di sicurezza.
Nel frattempo, il settore dell’ospitalità teme perdite di fatturato con la chiusura di altri hotel da parte del Ministero dell’Interno — si vocifera di 11 chiusure il prossimo mese — proprio all’inizio della stagione estiva di punta.
I ministri assicurano di accelerare la transizione verso grandi centri di accoglienza esterni e basi militari ristrutturate, ma autorità locali e associazioni di categoria lamentano l’assenza di tempistiche precise.
Le aziende attive nella gestione di strutture o nei contratti di housing privato dovrebbero monitorare i portali di appalti per cogliere rapidamente nuove opportunità di gara.
Fonte: The Guardian
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