
La Customs and Border Protection ha aggiornato silenziosamente questa settimana la pagina principale del suo Trusted Traveler Program, consigliando ai richiedenti Global Entry che prevedono di volare all’estero entro i prossimi sei mesi di completare l’intervista tramite l’opzione “Enrollment on Arrival” (EoA) anziché attendere le scarse disponibilità negli enrollment center. Questo avviso rappresenta il primo riconoscimento esplicito da parte della CBP che i ritardi nelle interviste, aumentati durante le carenze di personale causate dalla pandemia, restano ancora elevati. Con l’EoA, i viaggiatori approvati condizionatamente che arrivano in uno dei 64 aeroporti statunitensi partecipanti possono sostenere l’intervista Global Entry direttamente all’arrivo con un ufficiale CBP. L’agenzia afferma che il processo aggiunge solo pochi minuti all’ispezione primaria standard, ma può ridurre di mesi i tempi complessivi di iscrizione. I responsabili della mobilità aziendale hanno accolto favorevolmente questa soluzione, sottolineando però che richiede formazione dei dipendenti e una pianificazione attenta dei viaggi. “Ora inseriamo 30 minuti extra negli itinerari di arrivo e ricordiamo ai viaggiatori di portare tutti i documenti necessari,” ha spiegato Erika Salinas, responsabile viaggi globali in una società biotech di Boston. L’avviso della CBP arriva mentre i viaggi internazionali aziendali tornano a circa l’87% dei livelli pre-pandemia, riaccendendo l’interesse per i programmi che velocizzano il rientro. Tuttavia, la disponibilità di interviste negli enrollment center urbani come New York, San Francisco e Miami si estende ancora fino a fine autunno. Le aziende con elevati volumi di viaggi in uscita dovrebbero diffondere le indicazioni sull’EoA e verificare che i profili dei viaggiatori negli strumenti di prenotazione online segnalino gli aeroporti idonei all’EoA. Così facendo, si possono accelerare i benefici del trusted traveler e ridurre i tempi persi nelle lunghe code all’immigrazione.
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