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L'Irlanda spende 1,6 milioni di euro per voli di rimpatrio nei primi quattro mesi del 2026

giu 22, 2026
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L'Irlanda spende 1,6 milioni di euro per voli di rimpatrio nei primi quattro mesi del 2026
Il Dipartimento di Giustizia irlandese ha confermato che tra il 1° gennaio e il 15 aprile 2026 sono stati spesi 1,66 milioni di euro per il rimpatrio di persone senza diritto legale di soggiorno nel Paese. Secondo i dati resi noti ai sensi della legge sulla libertà di informazione e riportati il 21 giugno dal Westmeath Independent, la spesa ha coperto sia i rimpatri forzati tramite servizi commerciali (941.289 euro) sia quattro voli charter dedicati (719.642 euro). I voli charter vengono organizzati quando un numero significativo di persone della stessa nazionalità è soggetta a ordini di espulsione. L’ultimo charter, partito da Dublino il 18 giugno, ha trasportato 42 cittadini sudafricani — 9 uomini, 18 donne e 15 bambini — con un costo per lo Stato di 735.000 euro, IVA esclusa. A bordo erano presenti agenti del Garda National Immigration Bureau, personale medico, interpreti e un osservatore indipendente per i diritti umani, in linea con le migliori pratiche europee. Il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha dichiarato ai giornalisti che quest’anno sono già stati firmati 2.108 ordini di espulsione, rispetto ai 4.700 dell’intero 2025, segnando un aumento del 96% su base annua. Ha sottolineato che «un sistema di immigrazione credibile e basato su regole dipende dall’applicazione delle decisioni definitive», ma ha ribadito l’impegno dell’Irlanda nei programmi di rimpatrio volontario; nel 2025 1.616 persone hanno scelto il rimpatrio assistito, contro le 934 del 2024. Gli operatori del settore della mobilità lavorativa e dei trasferimenti internazionali devono tenere conto del rinnovato focus operativo sui rimpatri. I datori di lavoro che sponsorizzano permessi di lavoro vedranno probabilmente un controllo più rigoroso dei loro record di conformità, mentre chi riceve un rifiuto vedrà più difficoltà a prolungare il soggiorno con ricorsi dell’ultimo minuto. I travel manager dovranno inoltre prevedere possibili ritardi per i dipendenti sottoposti a controlli aggiuntivi nei porti e aeroporti durante le operazioni di rimpatrio su larga scala. Le ONG per i diritti umani chiedono maggiore trasparenza nelle valutazioni dei rischi prima dei rimpatri e un ampliamento dei servizi di consulenza per il rimpatrio volontario. Il Dipartimento sta rivedendo i protocolli operativi in vista del nuovo Regolamento UE sul Rimpatrio, che entrerà in vigore a luglio 2026 e introdurrà scadenze più stringenti per i ricorsi e poteri più chiari per gli Stati membri di condividere la capacità dei voli charter.
Fonte: Westmeath Independent

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