
Le agenzie australiane per il controllo delle frontiere hanno utilizzato la settimana dal 15 al 19 giugno come trampolino di lancio per una campagna nazionale di contrasto denominata Operazione TEMPEST. L’operazione congiunta, i cui risultati sono stati ufficialmente diffusi il 27 giugno 2026, ha coinvolto l’Australian Border Force (ABF), la Australian Criminal Intelligence Commission, la Therapeutic Goods Administration, le polizie statali e i dipartimenti sanitari, oltre alle autorità locali di licenza di Victoria e Tasmania. Gli agenti hanno effettuato perquisizioni in 20 sedi, tra cui negozi al dettaglio, depositi di merci, magazzini e sei voli internazionali in arrivo, sequestrando circa due milioni di sigarette, 1,97 tonnellate di tabacco sfuso, 7.000 dispositivi per vaping e 71.000 dollari australiani in contanti. L’evasione fiscale stimata sul contrabbando ammonta a quasi 8 milioni di dollari australiani.
La task force VIPER della polizia di Victoria e Tobacco Licensing Victoria hanno eseguito perquisizioni simultanee in diversi magazzini, evidenziando il modello multi-agenzia che il National Disruption Group ora privilegia per contrastare le reti criminali transstatali. Ciò che rende l’operazione più di una semplice storia di contrabbando è il riferimento esplicito e nuovo alle “revisioni dei visti da parte del Department of Home Affairs” nei risultati pubblicati. Le informazioni raccolte durante i sequestri saranno trasmesse agli operatori del Department of Home Affairs, permettendo di riconsiderare i visti di persone sospettate di finanziare o facilitare il commercio illecito.
Sebbene le cancellazioni di visti per motivi di carattere non siano una novità, la pubblica segnalazione delle conseguenze sullo status migratorio mira a scoraggiare i potenziali trasgressori, in particolare gli operatori commerciali temporanei che rischiano di perdere il diritto di soggiorno in Australia. Per le aziende, il messaggio è chiaro: i programmi di integrità della catena di approvvigionamento devono ora includere la conformità al controllo del tabacco e la due diligence sui lavoratori migranti. I datori di lavoro che si affidano a lavoratori temporanei qualificati potrebbero vedere sospesi i privilegi di sponsorizzazione se risultano collegati, consapevolmente o meno, a flussi di prodotti illeciti.
I responsabili della compliance dovrebbero rivedere le procedure di assunzione, gestione del contante e logistica in base alle linee guida aggiornate dell’Illicit Tobacco Taskforce dell’ABF. Guardando al futuro, l’ABF prevede di valutare la revoca di licenze di trasporto e professionali, la condivisione dei dati con enti regolatori come AUSTRAC e, soprattutto, di raccomandare la cancellazione dei visti quando necessario. I responsabili della mobilità globale dovrebbero quindi considerare l’applicazione delle normative su tabacco e vaping come una questione attuale di rischio migratorio, non solo come una questione doganale.
La task force VIPER della polizia di Victoria e Tobacco Licensing Victoria hanno eseguito perquisizioni simultanee in diversi magazzini, evidenziando il modello multi-agenzia che il National Disruption Group ora privilegia per contrastare le reti criminali transstatali. Ciò che rende l’operazione più di una semplice storia di contrabbando è il riferimento esplicito e nuovo alle “revisioni dei visti da parte del Department of Home Affairs” nei risultati pubblicati. Le informazioni raccolte durante i sequestri saranno trasmesse agli operatori del Department of Home Affairs, permettendo di riconsiderare i visti di persone sospettate di finanziare o facilitare il commercio illecito.
Sebbene le cancellazioni di visti per motivi di carattere non siano una novità, la pubblica segnalazione delle conseguenze sullo status migratorio mira a scoraggiare i potenziali trasgressori, in particolare gli operatori commerciali temporanei che rischiano di perdere il diritto di soggiorno in Australia. Per le aziende, il messaggio è chiaro: i programmi di integrità della catena di approvvigionamento devono ora includere la conformità al controllo del tabacco e la due diligence sui lavoratori migranti. I datori di lavoro che si affidano a lavoratori temporanei qualificati potrebbero vedere sospesi i privilegi di sponsorizzazione se risultano collegati, consapevolmente o meno, a flussi di prodotti illeciti.
I responsabili della compliance dovrebbero rivedere le procedure di assunzione, gestione del contante e logistica in base alle linee guida aggiornate dell’Illicit Tobacco Taskforce dell’ABF. Guardando al futuro, l’ABF prevede di valutare la revoca di licenze di trasporto e professionali, la condivisione dei dati con enti regolatori come AUSTRAC e, soprattutto, di raccomandare la cancellazione dei visti quando necessario. I responsabili della mobilità globale dovrebbero quindi considerare l’applicazione delle normative su tabacco e vaping come una questione attuale di rischio migratorio, non solo come una questione doganale.
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