
I due principali aeroporti della Svizzera – l’aeroporto di Zurigo (ZRH) e quello di Ginevra (GVA) – hanno vissuto uno dei peggiori blackout operativi in un solo giorno il 30 giugno 2026. Secondo i dati in tempo reale raccolti da AirHelp, specialista nei diritti dei passeggeri, sono stati coinvolti complessivamente 555 voli, di cui 36 cancellazioni totali e 519 ritardi. La reazione a catena è iniziata a metà mattina, quando Skyguide, il fornitore nazionale del servizio di navigazione aerea, ha imposto una riduzione dei tassi di arrivo dopo che i sistemi di sicurezza software hanno segnalato il superamento dei limiti di capacità. Sebbene la rete radar non sia mai andata completamente offline, ogni rallentamento di dieci minuti si è rapidamente tradotto in trattenute a terra, slot di partenza persi e equipaggi che hanno superato i limiti di orario. Per le compagnie aeree con programmi intensi in Svizzera, il tempismo non poteva essere peggiore. EasyJet, che basa oltre 20 aeromobili a Ginevra, ha perso gran parte della sua rotazione a corto raggio; Swiss International Air Lines ha dovuto riorganizzare i voli a lungo raggio nel suo hub di Zurigo, con connessioni mancate che si sono propagate fino a San Paolo e Singapore. Anche i servizi feeder di Lufthansa e KLM verso i loro hub di Francoforte, Monaco e Amsterdam hanno subito disagi, causando ripercussioni per i viaggiatori d’affari oltre i confini svizzeri. Poiché la causa è da attribuirsi alla gestione del traffico aereo e non alle compagnie, la maggior parte dei passeggeri difficilmente potrà ottenere un risarcimento in denaro secondo il Regolamento UE EC 261 (applicato in Svizzera tramite trattati bilaterali). Tuttavia, le compagnie sono comunque obbligate a fornire assistenza – pasti, pernottamenti, riprenotazioni o rimborsi – e i responsabili della mobilità consigliano ai viaggiatori di raccogliere prove scritte del disservizio, conservare le ricevute e richiedere assistenza in modo proattivo. L’episodio mette in luce due punti critici strutturali segnalati dalla comunità dei viaggi d’affari dall’estate scorsa: 1) il software obsoleto di Skyguide, che ha già causato diversi blackout di rilievo, e 2) la cronica carenza di controllori del traffico aereo qualificati, che limita la capacità proprio nel momento in cui la domanda post-pandemica è in forte crescita. Con l’inizio delle vacanze scolastiche europee, i consulenti di viaggio avvertono che giornate di caos simili sono probabili a meno che non si accelerino le misure di personale di riserva e le riparazioni tecniche rapide. Per i team di mobilità e trasferimento aziendale il consiglio pratico è chiaro. Quando si pianificano trasferimenti in Svizzera nei prossimi due mesi, è bene prevedere tempi di connessione più lunghi, evitare arrivi a tarda sera che rischiano di violare il coprifuoco di Zurigo alle 23:30 e ricordare ai viaggiatori che gli incontri di lavoro critici non devono essere fissati in finestre temporali troppo strette dopo l’arrivo. Le aziende con grandi comunità di espatriati nelle regioni alpine stanno inoltre rinnovando i contratti di trasporto terrestre di emergenza per spostare il personale via treno o pullman in caso di cancellazioni aeree.
Fonte: AirHelp
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