
Il programma straordinario di regolarizzazione della Spagna, avviato ad aprile con il Decreto Reale-Legge 316/2026, si è ufficialmente chiuso a mezzanotte del 30 giugno, dopo aver ricevuto poco più di un milione di domande per permessi di soggiorno e lavoro. La misura — approvata in risposta alla carenza di manodopera e alla pressione dell’UE per ridurre l’irregolarità — offriva un permesso di soggiorno rinnovabile di un anno ai cittadini stranieri in grado di dimostrare almeno cinque mesi di presenza continuativa in Spagna, un casellario giudiziario pulito e un piano base di integrazione.
Secondo il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione, il numero di domande ha raddoppiato la previsione iniziale di 500.000 beneficiari. L’aumento ha costretto gli uffici immigrazione regionali a prolungare gli orari di apertura e a riorganizzare il personale; diverse province hanno segnalato ritardi superiori a sei settimane per gli appuntamenti biometrici. Il decreto concede alle autorità fino a 90 giorni per emettere una decisione, il che significa che la maggior parte dei richiedenti non riceverà una risposta prima di inizio ottobre.
Le associazioni imprenditoriali hanno accolto positivamente il programma, sottolineando che permetterà di inserire migliaia di lavoratori nel mercato formale nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’ospitalità e dell’assistenza domestica, in vista della stagione turistica di punta. «Lo status legale significa tasse sul lavoro, contributi previdenziali e assunzioni più semplici per i datori di lavoro che già impiegavano questa forza lavoro in nero», ha dichiarato Andrés González della Confederazione delle Imprese e delle Industrie di Spagna (CEOE).
I critici, tuttavia, mettono in guardia sui rischi di attuazione. I sindacati chiedono che le ispezioni continuino per prevenire lo sfruttamento, mentre i partiti di opposizione sostengono che un permesso di un anno non garantisce certezze a lungo termine e potrebbe incentivare nuovi arrivi nella speranza di una futura amnistia. Il governo ribadisce che la misura è eccezionale e legata a esigenze economiche; la ministra dell’Interno María Jesús Montero ha confermato che non sono previsti prolungamenti della finestra temporale.
Per i responsabili della mobilità, il punto chiave è il tempismo: i nuovi assunti provenienti dal programma avranno permessi temporanei da rinnovare entro il 30 giugno 2027; le aziende devono prevedere budget per la conformità successiva e aspettarsi una pressione continua sul sistema di appuntamenti per le impronte digitali in tutta l’estate.
Secondo il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione, il numero di domande ha raddoppiato la previsione iniziale di 500.000 beneficiari. L’aumento ha costretto gli uffici immigrazione regionali a prolungare gli orari di apertura e a riorganizzare il personale; diverse province hanno segnalato ritardi superiori a sei settimane per gli appuntamenti biometrici. Il decreto concede alle autorità fino a 90 giorni per emettere una decisione, il che significa che la maggior parte dei richiedenti non riceverà una risposta prima di inizio ottobre.
Le associazioni imprenditoriali hanno accolto positivamente il programma, sottolineando che permetterà di inserire migliaia di lavoratori nel mercato formale nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’ospitalità e dell’assistenza domestica, in vista della stagione turistica di punta. «Lo status legale significa tasse sul lavoro, contributi previdenziali e assunzioni più semplici per i datori di lavoro che già impiegavano questa forza lavoro in nero», ha dichiarato Andrés González della Confederazione delle Imprese e delle Industrie di Spagna (CEOE).
I critici, tuttavia, mettono in guardia sui rischi di attuazione. I sindacati chiedono che le ispezioni continuino per prevenire lo sfruttamento, mentre i partiti di opposizione sostengono che un permesso di un anno non garantisce certezze a lungo termine e potrebbe incentivare nuovi arrivi nella speranza di una futura amnistia. Il governo ribadisce che la misura è eccezionale e legata a esigenze economiche; la ministra dell’Interno María Jesús Montero ha confermato che non sono previsti prolungamenti della finestra temporale.
Per i responsabili della mobilità, il punto chiave è il tempismo: i nuovi assunti provenienti dal programma avranno permessi temporanei da rinnovare entro il 30 giugno 2027; le aziende devono prevedere budget per la conformità successiva e aspettarsi una pressione continua sul sistema di appuntamenti per le impronte digitali in tutta l’estate.
Fonte: Associated Press
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