
Dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, l’Irlanda assumerà per la prima volta dopo oltre un decennio la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea. Una nota programmatica diffusa a Bruxelles il 30 giugno conferma che la gestione della migrazione e la cooperazione in materia di sicurezza interna saranno uno dei tre pilastri principali sotto il motto “Ní neart go cur le chéile – Forza nell’unità”. I ministri irlandesi hanno dichiarato che utilizzeranno i sei mesi di presidenza per accelerare l’attuazione del recentemente adottato Patto su Migrazione e Asilo. Le priorità pratiche includono: 1) l’armonizzazione del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) a livello UE e degli aggiornamenti biometrici di Eurodac, in modo che compagnie aeree e operatori portuali possano integrare i dati dei passeggeri in tempo per il picco estivo del 2027; 2) la creazione di una piattaforma digitale per la gestione dei rimpatri, accessibile a tutti i 27 Stati membri; 3) il potenziamento degli strumenti per il tracciamento dei crimini finanziari, al fine di smantellare i modelli di business delle reti di trafficanti di migranti. Per i team di mobilità aziendale l’agenda è cruciale, poiché influenzerà la rapidità con cui l’UE passerà dai tradizionali controlli con timbri sul passaporto a registrazioni di frontiera completamente digitali. Le autorità irlandesi hanno già proposto un “soft launch” graduale dell’EES all’aeroporto di Dublino e nei porti dei traghetti durante la Presidenza, offrendo a vettori e datori di lavoro una finestra temporale per risolvere eventuali problemi informatici prima dell’entrata in vigore delle sanzioni per mancata conformità. Il Dipartimento per l’Impresa, il Commercio e l’Occupazione ha inoltre annunciato che farà pressione sui partner per esentare i titolari del Permesso di Lavoro per Competenze Critiche irlandese dalla doppia registrazione nell’EES, laddove le verifiche preventive siano già state effettuate dalle autorità irlandesi. Gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono che la Presidenza irlandese si allineerà a riforme interne come la Legge sulla Protezione Internazionale 2026 e soglie più rigide per il ricongiungimento familiare, segnalando la volontà di Dublino di mostrarsi sia favorevole alle imprese sia rigorosa contro l’immigrazione irregolare. Le aziende che invieranno personale nell’UE o attraverso di essa nella seconda metà del 2026 dovranno quindi prevedere nel budget requisiti in evoluzione per le API dei vettori e possibili controlli a campione sulla documentazione dei lavoratori distaccati, in vista di un rafforzamento dei controlli in tutto il blocco.