
Il Consiglio di Stato cinese l’8 luglio ha approvato un ambizioso piano per trasformare il Paese in quella che le autorità definiscono una “nazione turistica forte” durante il quindicesimo Piano quinquennale (2026-2030). Sebbene i titoli si concentrino sull’integrazione tra cultura e turismo e sulla rivitalizzazione delle aree rurali, il documento impegna anche Pechino a “rafforzare gli scambi internazionali” e a “ottimizzare le politiche di facilitazione per i viaggi in entrata” — un chiaro riferimento a ulteriori semplificazioni dei visti e a procedure di frontiera più intelligenti.
Secondo il piano, i ministeri sperimenteranno visti digitali, estenderanno l’ingresso senza visto oltre le attuali 50 nazioni e introdurranno un canale rapido senza appuntamento nei principali porti per eventi aziendali accreditati e programmi per talenti. L’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione (NIA) dovrà implementare entro il 2028 varchi biometrici in grado di riconoscere 200 tipi di passaporti stranieri, riducendo i tempi medi di controllo all’arrivo a meno di 30 secondi.
Per le multinazionali, la clausola più rilevante è l’impegno a “istituire una lista negativa di professioni esentate dai limiti dei permessi di lavoro nelle zone pilota di libero scambio.” I responsabili delle risorse umane vedono in questa misura la possibile eliminazione dell’ultimo ostacolo procedurale per i trasferimenti brevi intra-gruppo, un problema persistente da quando i controlli sulle quote sono stati reintrodotti nel 2021.
I governi locali sono incoraggiati a creare “isole per incontri internazionali” con sportelli per visti di gruppo all’arrivo e zone espositive doganali. Hainan, Shanghai Lingang e il circolo economico Chengdu-Chongqing sono i primi candidati per sperimentazioni che permettano ai delegati stranieri di sdoganare direttamente nei centri congressi.
Il piano indica chiaramente che Pechino considera il turismo in entrata e i viaggi d’affari leve strategiche per la crescita del settore dei servizi. Se pienamente attuato, i team di mobilità aziendale potranno aspettarsi tempi di rilascio dei visti più rapidi, meno sorprese burocratiche al confine e una più ampia gamma di città cinesi in grado di ospitare progetti globali in modo efficiente e conveniente.
Secondo il piano, i ministeri sperimenteranno visti digitali, estenderanno l’ingresso senza visto oltre le attuali 50 nazioni e introdurranno un canale rapido senza appuntamento nei principali porti per eventi aziendali accreditati e programmi per talenti. L’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione (NIA) dovrà implementare entro il 2028 varchi biometrici in grado di riconoscere 200 tipi di passaporti stranieri, riducendo i tempi medi di controllo all’arrivo a meno di 30 secondi.
Per le multinazionali, la clausola più rilevante è l’impegno a “istituire una lista negativa di professioni esentate dai limiti dei permessi di lavoro nelle zone pilota di libero scambio.” I responsabili delle risorse umane vedono in questa misura la possibile eliminazione dell’ultimo ostacolo procedurale per i trasferimenti brevi intra-gruppo, un problema persistente da quando i controlli sulle quote sono stati reintrodotti nel 2021.
I governi locali sono incoraggiati a creare “isole per incontri internazionali” con sportelli per visti di gruppo all’arrivo e zone espositive doganali. Hainan, Shanghai Lingang e il circolo economico Chengdu-Chongqing sono i primi candidati per sperimentazioni che permettano ai delegati stranieri di sdoganare direttamente nei centri congressi.
Il piano indica chiaramente che Pechino considera il turismo in entrata e i viaggi d’affari leve strategiche per la crescita del settore dei servizi. Se pienamente attuato, i team di mobilità aziendale potranno aspettarsi tempi di rilascio dei visti più rapidi, meno sorprese burocratiche al confine e una più ampia gamma di città cinesi in grado di ospitare progetti globali in modo efficiente e conveniente.