
La Polonia si è svegliata questa mattina, 10 luglio 2026, al primo giorno completo del tanto atteso Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea. Gli agenti di frontiera negli aeroporti di Varsavia-Chopin, Cracovia-Balice e ai principali valichi stradali con Ucraina e Slovacchia hanno abbandonato il timbro manuale sui passaporti per acquisire impronte digitali e immagini facciali di ogni viaggiatore extra-UE in arrivo o partenza. La nuova procedura biometrica, prevista dal Regolamento UE 2017/2226, avvia automaticamente un conto alla rovescia di 90 giorni per i visitatori a breve termine e registra ogni uscita, così da segnalare eventuali sforamenti nel database Schengen.
Entro le 9:00 ora locale, l’aeroporto di Varsavia-Chopin ha registrato tempi medi di elaborazione di 2 minuti e 20 secondi per passeggero extra-UE, circa un minuto in più rispetto alla settimana precedente, secondo dati interni condivisi con gli operatori. Ai valichi di Budzisko e Ogrodniki, lungo il confine temporaneamente controllato tra Polonia e Lituania, gli automobilisti hanno raccontato alla radio locale RDC di aver atteso “quasi un’ora” mentre gli agenti si familiarizzavano con gli scanner portatili per le impronte digitali.
Le compagnie aeree avevano avvertito di possibili disagi per tutta la settimana. Le associazioni di settore ACI Europe e IATA hanno scritto una lettera aperta il 1° luglio, chiedendo a Bruxelles di permettere agli Stati membri di sospendere l’EES nei periodi di picco; Ryanair è andata oltre, invitando il governo polacco a posticipare l’entrata in vigore a settembre, dopo che le prove durante il ponte festivo di maggio avevano causato code di un’ora ai controlli passaporti. Le autorità polacche hanno respinto la richiesta, sostenendo che il picco estivo rappresenta il miglior test reale del sistema.
Per i responsabili della mobilità aziendale il consiglio pratico è semplice: prevedere almeno 30 minuti in più per le partenze aeroportuali nelle prossime due settimane, avvisare i viaggiatori frequenti che i timbri sul passaporto spariranno e ricordare ai collaboratori impegnati in progetti a breve termine che il conteggio dei 90/180 giorni nel territorio Schengen parte ora automaticamente. I datori di lavoro devono inoltre prepararsi a un’applicazione più rigorosa delle sanzioni per sforamento dei tempi di permanenza, che possono arrivare fino a 13.000 PLN (circa 3.000 euro), una volta che il database sarà pienamente operativo.
Guardando al futuro, il database EES sarà integrato direttamente con il Sistema Elettronico di Informazione e Autorizzazione al Viaggio (ETIAS), che la Commissione Europea prevede di attivare entro la fine del 2027. Una volta integrate, le guardie di frontiera polacche si aspettano che la maggior parte dei visitatori extra-UE conformi possa passare attraverso i varchi elettronici in meno di 45 secondi, ma solo dopo il naturale periodo di assestamento delle prossime settimane.
Entro le 9:00 ora locale, l’aeroporto di Varsavia-Chopin ha registrato tempi medi di elaborazione di 2 minuti e 20 secondi per passeggero extra-UE, circa un minuto in più rispetto alla settimana precedente, secondo dati interni condivisi con gli operatori. Ai valichi di Budzisko e Ogrodniki, lungo il confine temporaneamente controllato tra Polonia e Lituania, gli automobilisti hanno raccontato alla radio locale RDC di aver atteso “quasi un’ora” mentre gli agenti si familiarizzavano con gli scanner portatili per le impronte digitali.
Le compagnie aeree avevano avvertito di possibili disagi per tutta la settimana. Le associazioni di settore ACI Europe e IATA hanno scritto una lettera aperta il 1° luglio, chiedendo a Bruxelles di permettere agli Stati membri di sospendere l’EES nei periodi di picco; Ryanair è andata oltre, invitando il governo polacco a posticipare l’entrata in vigore a settembre, dopo che le prove durante il ponte festivo di maggio avevano causato code di un’ora ai controlli passaporti. Le autorità polacche hanno respinto la richiesta, sostenendo che il picco estivo rappresenta il miglior test reale del sistema.
Per i responsabili della mobilità aziendale il consiglio pratico è semplice: prevedere almeno 30 minuti in più per le partenze aeroportuali nelle prossime due settimane, avvisare i viaggiatori frequenti che i timbri sul passaporto spariranno e ricordare ai collaboratori impegnati in progetti a breve termine che il conteggio dei 90/180 giorni nel territorio Schengen parte ora automaticamente. I datori di lavoro devono inoltre prepararsi a un’applicazione più rigorosa delle sanzioni per sforamento dei tempi di permanenza, che possono arrivare fino a 13.000 PLN (circa 3.000 euro), una volta che il database sarà pienamente operativo.
Guardando al futuro, il database EES sarà integrato direttamente con il Sistema Elettronico di Informazione e Autorizzazione al Viaggio (ETIAS), che la Commissione Europea prevede di attivare entro la fine del 2027. Una volta integrate, le guardie di frontiera polacche si aspettano che la maggior parte dei visitatori extra-UE conformi possa passare attraverso i varchi elettronici in meno di 45 secondi, ma solo dopo il naturale periodo di assestamento delle prossime settimane.