
Durante un vertice economico ad Auckland il 12 luglio, i primi ministri Narendra Modi e Christopher Luxon hanno definito il nuovo Accordo di Libero Scambio (FTA) tra India e Nuova Zelanda un “patto di nuova generazione” che va ben oltre la semplice riduzione dei dazi. Un capitolo chiave riguarda la mobilità delle persone (MoNP), con l’introduzione di quote per visitatori d’affari a breve termine e percorsi accelerati per permessi di lavoro in servizi specializzati come consulenza IT, animazione, agritech e produzione cinematografica.
Dal lato indiano, una quota annuale di 3.000 visti “India Business Mobility” validi per soggiorni fino a 90 giorni permetterà ai dirigenti di esplorare investimenti, negoziare contratti e partecipare a riunioni del consiglio senza dover superare test sul mercato del lavoro. Analogamente, i professionisti neozelandesi nei settori dell’istruzione, tecnologia lattiero-casearia e idrogeno verde potranno accedere a una quota simile per l’India.
Entrambi i Paesi hanno concordato di riconoscere le qualifiche professionali in ingegneria, contabilità e architettura entro 18 mesi, riducendo così i costi e i tempi per la riqualificazione. Per le aziende, il risultato più concreto potrebbe essere il riconoscimento reciproco dei certificati STCW (Standards of Training, Certification and Watchkeeping) per i marittimi, fondamentale per la forza lavoro di 250.000 unità della marina mercantile indiana e per la rinascita del trasporto costiero neozelandese.
L’accordo impegna inoltre le autorità migratorie a pubblicare i tempi di elaborazione in tempo reale e a creare un meccanismo elettronico di ricorso per le domande di visto di lavoro respinte. Tuttavia, i funzionari hanno subito chiarito che l’FTA non sovrascrive le leggi sovrane sui visti: tutti gli ingressi saranno sottoposti ai criteri di sicurezza e salute vigenti, e le quote rimangono contenute rispetto ai flussi migratori complessivi.
Gli esperti di mobilità ritengono però che l’accordo segnali la volontà dell’India di integrare capitoli dedicati al talento nei futuri FTA, potenzialmente con Regno Unito e Unione Europea, trasformando gli accordi commerciali in leve strategiche per la mobilitazione globale delle competenze. L’FTA entrerà in vigore il 15 luglio 2026, dopo l’esame parlamentare in entrambi i Paesi. Le aziende che pianificano progetti trans-Tasman dovrebbero identificare i ruoli compatibili con le nuove categorie di visto e aggiornare di conseguenza i costi delle assegnazioni.
Dal lato indiano, una quota annuale di 3.000 visti “India Business Mobility” validi per soggiorni fino a 90 giorni permetterà ai dirigenti di esplorare investimenti, negoziare contratti e partecipare a riunioni del consiglio senza dover superare test sul mercato del lavoro. Analogamente, i professionisti neozelandesi nei settori dell’istruzione, tecnologia lattiero-casearia e idrogeno verde potranno accedere a una quota simile per l’India.
Entrambi i Paesi hanno concordato di riconoscere le qualifiche professionali in ingegneria, contabilità e architettura entro 18 mesi, riducendo così i costi e i tempi per la riqualificazione. Per le aziende, il risultato più concreto potrebbe essere il riconoscimento reciproco dei certificati STCW (Standards of Training, Certification and Watchkeeping) per i marittimi, fondamentale per la forza lavoro di 250.000 unità della marina mercantile indiana e per la rinascita del trasporto costiero neozelandese.
L’accordo impegna inoltre le autorità migratorie a pubblicare i tempi di elaborazione in tempo reale e a creare un meccanismo elettronico di ricorso per le domande di visto di lavoro respinte. Tuttavia, i funzionari hanno subito chiarito che l’FTA non sovrascrive le leggi sovrane sui visti: tutti gli ingressi saranno sottoposti ai criteri di sicurezza e salute vigenti, e le quote rimangono contenute rispetto ai flussi migratori complessivi.
Gli esperti di mobilità ritengono però che l’accordo segnali la volontà dell’India di integrare capitoli dedicati al talento nei futuri FTA, potenzialmente con Regno Unito e Unione Europea, trasformando gli accordi commerciali in leve strategiche per la mobilitazione globale delle competenze. L’FTA entrerà in vigore il 15 luglio 2026, dopo l’esame parlamentare in entrambi i Paesi. Le aziende che pianificano progetti trans-Tasman dovrebbero identificare i ruoli compatibili con le nuove categorie di visto e aggiornare di conseguenza i costi delle assegnazioni.
Fonte: The Financial Express
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