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La Thailandia ripristina l’ingresso senza visto per 30 giorni ai visitatori indiani dopo la confusione sulle norme

lug 15, 2026
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La Thailandia ripristina l’ingresso senza visto per 30 giorni ai visitatori indiani dopo la confusione sulle norme
Il governo thailandese ha ripristinato con effetto immediato il soggiorno senza visto di 30 giorni per i titolari di passaporto indiano, annullando così la precedente decisione di eliminare questa storica esenzione. Il ministro del Turismo, Surasak Phancharoenworakul, ha dichiarato ai giornalisti dopo la riunione del Consiglio dei Ministri del 14 luglio che i segnali contrastanti riguardo alla proposta primaverile avevano già ridotto gli arrivi dall’India, terzo mercato di origine per la Thailandia, spingendo a un rapido dietrofront politico. I turisti indiani avevano infatti rischiato di dover richiedere un e-visa o un visto all’arrivo, con costi aggiuntivi e complicazioni amministrative che gli operatori turistici temevano potessero indirizzare i viaggiatori più sensibili al prezzo verso destinazioni concorrenti come Malesia e Vietnam. Ripristinando l’esenzione, Bangkok punta a consolidare un segmento demografico cruciale: quasi 1,9 milioni di indiani hanno visitato il Paese nel 2025, spendendo circa 2,7 miliardi di dollari secondo l’Autorità del Turismo thailandese. La decisione è importante anche per le aziende indiane: Bangkok e Phuket sono diventate hub molto apprezzati per meeting regionali e incentivi, grazie ai numerosi voli diretti dalle principali città indiane di primo e secondo livello. I travel manager possono ora organizzare delegazioni con breve preavviso senza preoccuparsi dei tempi di rilascio del visto. Le compagnie aeree potrebbero inoltre rivedere i piani per aumentare o lanciare nuove frequenze tra India e Thailandia in vista delle stagioni di festività e matrimoni, tradizionalmente periodi di picco per i viaggi outbound. L’esenzione ripristinata allinea ora i viaggiatori indiani ai cittadini di altre 59 nazioni che godono di 30 giorni senza visto, una semplificazione che, secondo Bangkok, faciliterà le procedure di frontiera pur consentendo alla polizia di immigrazione di controllare i soggiorni prolungati e contrastare il lavoro irregolare. Le autorità hanno aggiunto che il limite potrà essere rivisto “se gli abusi dovessero aumentare”, segnalando un monitoraggio costante delle permanenze prolungate da parte di nomadi digitali e lavoratori del mercato grigio. I consulenti di viaggio avvertono comunque i viaggiatori d’affari che all’arrivo potrebbe essere richiesto di dimostrare il biglietto di uscita e la prenotazione dell’alloggio, e che le uscite via terra verso Cambogia, Laos o Malesia azzerano – e non estendono – il conteggio dei 30 giorni. Chi necessita di soggiorni più lunghi per progetti deve considerare i tempi di rilascio dei visti di lavoro o di lungo soggiorno appropriati.
Fonte: The Print (via Bloomberg)

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